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sabato 31 Luglio 2021

Autogrill-Dufry, tra rumors e precisazioni

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Una giornata iniziata in positivo per Autogrill, che alle ore 10:05 registrava un progresso del 2,75% a 6,65 euro a Piazza Affari. Un’accelerazione dovuta ad alcune indiscrezioni pubblicate da alcuni organi stampa secondo i quali, dopo il recente aumento di capitale da 600 milioni di euro, il gruppo starebbe pensando a una integrazione con il colosso svizzero Durfy, che gestisce oltre 2.300 negozi duty-free e duty-paid in aeroporti, navi da crociera, porti e località turistiche.

La precisione di Autogrill non si è fatta attendere: in un comunicato la società di ristorazione ha dichiarato che “in merito a quanto pubblicato oggi su alcuni organi di stampa pur ribadendo di essere sempre aperta a valutare qualsiasi opportunità che il mercato possa offrire per conseguire i propri obiettivi strategici, precisa che ad oggi nessuna ipotesi di operazione straordinaria è al vaglio del Consiglio di Amministrazione della Società”.

Il management ha inoltre voluto precisare che il recente aumento di capitale da 600 milioni di euro fa parte di una chiara strategia della società che, negli anni a venire, intende rafforzare ulteriormente la propria leadership facendo leva sulla fase di ripresa economica, ma anche ottimizzare il portafoglio concessioni di Gruppo, rafforzamento del modello di business e rendere più flessibile la struttura del capitale di Autogrill.

Ed è proprio questa operazione di rafforzamento a offrire lo spunto per interrogarsi sul futuro della nuova Autogrill ripatrimonializzata. Come riporta questa mattina MF-Milano Finanza, “una delle opzioni che sarebbero state valutate porterebbe a un’alleanza con il colosso Dufry”. Anche se il gruppo ha preferito non commentare l’ipotesi avanzata, “una delle sensazioni che emergono tra gli addetti ai lavori è che in ogni caso, soprattutto dopo aver pienamente partecipato al recente rafforzamento patrimoniale, la Edizione della famiglia Benetton non si disimpegnerà del tutto dalla partita e manterrà una quota. Probabile che, in caso di merger, la partecipazione della holding di Ponzano Veneto scenda ben al di sotto della maggioranza assoluta”.

Ancora tutto tace, o meglio si vuole tacere. Non resta che attendere gli ulteriori sviluppi.

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