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domenica 22 Maggio 2022

Auditel, Total Audience e Cuspv al debutto

Roma – Il debutto della Total Audience, la riorganizzazione dell’Ascolto ed il lancio del Codice Univoco degli Spot Video: queste le tre importanti novità annunciate dal presidente di Auditel Andrea Imperiali, nell’annuale Relazione al Parlamento tenutasi questa mattina nella Sala Zuccari del Senato. La relazione, dal titolo “Mercato globalizzato e transizione digitale: le nuove sfide per la TV e per Auditel” contiene un’analisi del panorama internazionale, che appare sempre più complesso ed al centro di una delicata fase di concentrazione e consolidamento in USA e UE. La TV in streaming – sottolinea il rapporto – è il palcoscenico globale della sfida in atto fra i giganti statunitensi che muovono alla conquista dell’Europa e dell’Asia e, pur di acquisire quote rilevanti di abbonati, adottano politiche sempre più competitive. Questo ha innescato in UE fenomeni di consolidamento cross-country fra i campioni nazionali della TV commerciale, anche se parallelamente prosegue la competizione fra soggetti che agiscono sullo stesso mercato.

In questo scenario sempre più complesso, acquista, perciò, ancora più importanza e rilievo il contributo che i sistemi di misurazione possono dare per promuovere la trasparenza e la concorrenza. Assieme al JIC – Joint Industry Committee, un modello di governance a partecipazione diffusa e a controllo incrociato adottato da Auditel, arriva il nuovo sistema di misurazione Total Audience, che consente di monitorare, assieme ai 45 milioni di apparecchi TV presenti nelle case degli italiani, circa 75 milioni nuovi schermi connessi, attraverso tecnologie e metodologie innovative, in casa o in mobilità, live e on demand. Complemento essenziale della Total Audience, sul versante pubblicitario, è il CUSV – Codice univoco degli spot video, che identifica un preciso spot video fruito su tutte le piattaforme e su tutti i device. Gli investitori pubblicitari dispongono, così, di uno strumento essenziale per misurare le reali erogazioni di uno spot, la sua effettiva performance di visione e l’abbinamento con i contenuti editoriali a cui esso viene associato.

Infine, si riorganizza il sistema di Ascolto, affiancando al consueto reporting dell’Ascolto “riconosciuto”, che non subisce modifiche sostanziali se non nel perimetro, l’Ascolto “non riconosciuto”, cioè generato da soggetti che non hanno richiesto di essere misurati o non hanno predisposto le modalità per rendere identificabili i propri contenuti, oppure ancora derivanti da utilizzi diversi dello schermo televisivo (ad esempio gaming o videosorveglianza) gli ascolti generati dalla fruizione di canali radiofonici, o il browsing dedicato alla consultazione dei diversi cataloghi on-demand.

“Sono grato alle Autorità che vigilano sul nostro operato, in primis l’Agcom, e alle istituzioni, con le quali Auditel intende proseguire e rafforzare il dialogo, divenuto nel tempo sempre più proficuo e sempre più costante. Un dialogo che – sottolinea il Presidente di Auditel Andrea Imperiali – facendo leva sulla competenza e sulle preziose linee di indirizzo dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha permesso alla Società di realizzare un costante percorso di implementazione di tutte le nuove forme di misurazione consolidando, così, la funzione di organismo indipendente e super-partes incardinato sempre più saldamente all’interno del sistema istituzionale e regolatorio del Paese. Auditel continuerà ad agire da presidio autorevole, imparziale, efficiente”. Per il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria e all’Informazione, Giuseppe Rocco Moles, la Relazione “è una fotografia dello stato dell’arte e al contempo uno stimolo per i decisori pubblici”. “Pluralità e qualità dell’informazione e rimozione delle posizioni dominanti – afferma – sono aspetti essenziali che occorre tenere presenti. Allo stesso tempo, bisogna prevedere forme di premialità per quanti contribuiscono all’innovazione”.

“L’aspetto che salta agli occhi dalla Relazione Auditel è l’impatto delle tecnologie digitali”, afferma il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, Anna Ascani, aggiungendo “l’obiettivo del Governo è quello di mettere il Paese in condizione di competere in questo settore, anche nella partecipazione attiva alla creazione di giganti europei capaci di confrontarsi coi giganti internazionali- “Grazie al PNRR – aggiunge – abbiamo, poi, l’occasione di investire sulle infrastrutture per dotare tutto il Paese di una connettività veloce, stabile e sicura e, al contempo, la possibilità di sviluppare la tecnologia 5G, che anche nel mondo dell’audiovisivo può aprire opportunità straordinarie”. Per il Presidente AGCOM, Giacomo Lasorella “l’attuazione della direttiva Copyright rappresenta una sfida cruciale, che impone di elaborare un quadro regolatorio estremamente innovativo”. “Per quanto riguarda il settore audiovisivo, l’affidabilità delle rilevazioni assume un ruolo essenziale anche per garantire il pluralismo e la libertà di informazione. L’Autorità – conclude – rivolge un sincero apprezzamento per l’implementazione delle attività di misurazione operata da Auditel”.

“La quarta relazione dell’Auditel ci mette di fronte ad una situazione in grande evoluzione, sia per quello che riguarda l’evoluzione dei mezzi di comunicazione, sia per quello che riguarda gli investimenti pubblicitari” commenta il Presidente dell’UPA, Lorenzo Sassoli De Bianchi, che sottolinea “sono tempi complessi di grande incertezza in cui, come sappiamo bene, le materie prime e l’energia stanno aumentando esponenzialmente e questo fa sì che le aziende siano molto attente e soprattutto ci dia una visibilità scarsa”.

“Noi comunque siamo fiduciosi perché le aziende stanno tenendo negli investimenti pubblicitari – aggiunge – e perché considerano la pubblicità un punto di forza delle loro stesse imprese. Staremo quindi a vedere cosa succede nei prossimi mesi, ma grazie ad Auditel, oggi riusciamo a misurare in maniera molto precisa gli ascolti televisivi”. Fare un bilancio dell’impatto di questa crisi sugli investimenti pubblicitari – ammette il Presidente dell’UPA – “è molto difficile, perché la visibilità è scarsa. Certamente influirà perché poi i conti alla fine dell’anno devono tornare”. “Non penso che le aziende siano così miopi da tagliare gli investimenti pubblicitari in maniera decisa – conclude – ma certamente un’attenzione su tutto il complesso degli investimenti da parte delle aziende ci sarà”.

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