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sabato 1 Ottobre 2022

Asta Ita Airways, stop alle offerte: tra 10 giorni il responso

Roma – “Stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri partner di joint venture Air France e Klm e con Certares per fornire una proposta articolata per l’acquisizione di Ita Airways, per costruire il futuro della compagnia di bandiera italiana”. Ad affermarlo, nel weekend, un portavoce di Delta Airlines. E’ stata l’ultima dichiarazione della cordata, prima di aprire le buste: entro la mezzanotte di oggi, lunedì 22 agosto, scade infatti il termine fissato per la presentazione delle offerte per Ita Airways. In corsa sono rimaste le due cordate costituite dal fondo Certares, Air France – Klm e Delta Airlines da un lato e dall’altro quella costituita da Msc e Lufthansa. Delta, spiega ancora il portavoce, “rimane impegnata nella partnership con Ita Airways. Non vediamo l’ora di stringere rapporti ancora più stretti con la compagnia di bandiera italiana a vantaggio dei nostri clienti globali”.

Il fondo statunitense Certares, in particolare, lavorerebbe all’ipotesi di quotare in Borsa Ita Airways nel caso vincesse la sfida contro la favorita Msc-Lufthansa. Resta da capire se a Milano, a New York o in entrambi i listini. Come bisogna vedere se l’ipotesi troverà il favore del Mef. Questa, secondo le fonti, potrebbe diventare in seguito la exit strategy del fondo di private equity che potrebbe uscire da Ita dopo 3-5 anni facendo ri-diventare lo Stato italiano azionista di maggioranza. Dall’altra parte Msc e Lufthansa pensano a un meccanismo di «call and put» che darebbe al Tesoro il diritto di vendere la propria quota entro una certa data a un prezzo specifico.

Comunque vada, la vendita segnerà la fine di un ventennio travagliato per il trasporto aereo italiano. La compagnia è stata sottoposta a una cura da cavallo con costi economici altissimi per la collettività, sotto forma di aiuti a perdere e ammortizzatori sociali per migliaia di lavoratori. Nell’attesa, resta in attività l’amministrazione straordinaria della vecchia Alitalia per la quale in cinque anni i contribuenti hanno dovuto sborsare quasi 3 miliardi di euro e il governo Draghi ha dovuto corregge una norma voluta da Di Maio per far rimborsare prima lo stato dei creditori privati. La scelta della proposta migliore sarà comunque fatta in 10 giorni, quindi dall’attuale governo.

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