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lunedì 8 Agosto 2022

Ania: Paese sotto assicurato, serve scuso anti spread

Roma – Nel 2021 i premi complessivi Vita e Danni hanno raggiunto 140 miliardi di euro, in aumento del 3,8%, tornando così al livello del 2019. Nel dettaglio, nel ramo Vita la raccolta ha raggiunto i 106 miliardi, in crescita del 4,5%. Nel ramo Danni è stata pari a 34,1 miliardi, in aumento del 2%. I premi Rc Auto sono calati del 4,5% ma compensati dall’aumento di quasi il 6% degli altri rami Danni. Sono i dati diffusi dalla presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, nel corso della sua relazione all’assemblea annuale dell’associazione. Gli investimenti complessivi, ha illustrato ancora, hanno sfiorato i 1.050 miliardi, circa il 60% del Pil “ed è proseguito il trend di diversificazione di portafoglio con l’incremento di asset alternativi”.

“Nei primi mesi del 2022, malgrado il balzo dell’inflazione, si registrano prezzi in ulteriore, significativa diminuzione” per l’Rc Auto, con l’effetto di una “drastica riduzione del divario dei prezzi rispetto alla media europea, da 213 euro nel periodo 2008-2012 a 47 euro nel 2021, nonché tra le diverse aree del territorio nazionale. Dobbiamo però essere consapevoli – ha avvertito – che stiamo entrando in una nuova fase. L’inflazione è destinata ad avere un impatto sul costo dei sinistri, già in crescita nel 2021, e si rendono perciò ancor più necessarie riforme organiche del sistema che lo rendano sostenibile nel medio-lungo termine. Mi riferisco, in particolare, alla revisione del bonus-malus, alla modifica dell’imposizione fiscale sui premi, molto penalizzante nel confronto con l’Europa, alla definizione univoca del risarcimento dei danni per lesioni gravi alla persona”, ha detto ancora Farina.

“Se tra i lavoratori e le imprese dovesse radicarsi la convinzione che l’inflazione rimarrà elevata nel medio termine” le “condizioni” dell’economia globale “potrebbero peggiorare ulteriormente”. Per questo, ha detto ancora, “è giusto l’appello rivolto alle parti sociali dal governatore Visco” affinché “sia evitata una vana rincorsa fra prezzi e salari e sia definito un recupero del potere di acquisto degli stipendi basato essenzialmente su aumenti una tantum, a meno che non si verifichi un significativo incremento della produttività”, ha spiegato Farina. I dati in crescita della raccolta assicurativa nel 2021 “conferma una domanda di protezione in crescita” ma questa è “ancora insufficiente per superare la situazione di sottoassicurazione che connota il nostro Paese. Dopo anni in cui la produzione normativa è stata molto intensa, con l’introduzione continua di nuovi vincoli e adempimenti, è ora giunto il momento di invertire la rotta.

“Il mercato ha bisogno di un vero, concreto processo di semplificazione: lo richiedono tutti i nostri clienti, per rendere il servizio assicurativo più accessibile ed efficace. Dobbiamo, dunque, procedere speditamente in questa direzione”, ha detto, spiegando inoltre come sia “fondamentale mettere il settore nella condizione di proseguire la propria mission in tema di raccolta di risparmi di medio-lungo termine con prodotti Vita garantiti di ramo I. Questi prodotti – ha continuato Farina – hanno urgente bisogno di opportune riforme che ne favoriscano l’innovazione tramite soluzioni che integrino garanzie finanziarie, protezione assicurativa e bassa volatilità. Soluzioni più moderne e più aderenti alle condizioni attuali dei mercati. Anche per i prodotti linked – ha aggiunto la presidente dell’Ania – è necessario raggiungere un assetto più flessibile, coerente con le regole europee, rispetto a quello presentato in consultazione dall’Istituto di Vigilanza che rischierebbe di indebolire sensibilmente la competitività delle nostre imprese”.

“Rammento ancora una volta l’opportunità di consentire alle gestioni separate assicurative di investire in Pir. Ciò determinerebbe una spinta al flusso di risparmio diretto verso il sistema produttivo, mai così essenziale”. Lo ha detto Maria Bianca Farina, presidente dell’Ania, nel corso della sua relazione all’assemblea annuale dell’associazione. “Chiediamo solo la definizione di regole chiare e stabili nel tempo, che rendano più efficace il nostro lavoro e consentano la costruzione di nuovi e più efficienti corridoi dove le nostre specificità possano incontrare i bisogni di cittadini, sistema produttivo, istituzioni. In una parola il Paese reale, lo Stato. Tanto più che, per citare John Stuart Mill, il valore di uno Stato è il valore degli individui che lo compongono. Una buona società, efficiente e organizzata, stimola opportunità e partecipazione – ha detto ancora – produce benessere collettivo diffuso, ammortizza tensioni sociali, stempera estremismi ideologici e comportamentali, induce all’apertura e all’integrazione.

Un percorso virtuoso del quale, senza inutili protagonismi ma con spirito di collaborazione tra istituzioni pubbliche e stakeholder privati, ci sentiamo non semplici viandanti ma attori primari e determinati a supportare attivamente lo sviluppo economico e sociale del Paese. Noi ci siamo, ci siamo nel presente e ci saremo nel ‘futuro del futuro”. Inoltre, la decisione della Bce di annunciare l’avvio del rialzo dei tassi, senza contemporaneamente prevedere un adeguato meccanismo per evitare inopinate impennate degli spread, ha alimentato turbolenze sui mercati e costituito un problema in più per economie come la nostra, gravate da ingenti stock di debito pubblico”. Per questo “è ora necessario definire e rendere operativo il meccanismo di intervento annunciato dalla Bce, senza trascurare che il suo successo deriverà essenzialmente dalla sua credibilità e dal fatto di essere supportato dalla comune volontà politica dei grandi Paesi europei”. “I dati presentati dalla presidente Maria Bianca Farina in occasione dell’Assemblea annuale dell’Ania certificano che il settore è tornato ai volumi del 2019 e che le sfide del futuro sono legate alla stabilità dei prezzi e alle turbolenze del mercato. Le assicurazioni sono chiamate a svolgere un ruolo cruciale per la ripartenza del Paese”. Lo scrive, in una nota, Riccardo Colombani, segretario generale della First Cisl.

“E’ positivo quindi che il Fondo per le infrastrutture varato da Ania abbia riscosso l’interesse degli investitori e raccolto 516 milioni di euro sul mercato. First Cisl – sottolinea Colombani – ha proposto da tempo l’istituzione di un Fondo nazionale di investimento nell’economia reale, un’infrastruttura modellata sulla partnership pubblico – privato alla quale le assicurazioni, per il loro profilo di investitori di lungo periodo, potrebbero offrire un contributo fondamentale”. “Preoccupa il perdurante fenomeno della sottoassicurazione nel settore danni, un problema che – dice ancora il leader sindacale – anche First Cisl ha sottolineato a più riprese. I rischi posti dal cambiamento climatico e l’esigenza di costruire una crescita socialmente ed economicamente sostenibile rendono sempre più urgente un’inversione di tendenza sotto questo profilo. Per quanto riguarda il rinnovo del contratto nazionale degli assicurativi – conclude Colombani – è auspicabile che la trattativa si concluda in tempi rapidi e che siano accolte le richieste dei sindacati, con particolare riferimento all’area contrattuale e alla rivendicazione salariale che è stata formulata sulla base dei risultati conseguiti dal settore negli ultimi anni”.

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