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martedì, Settembre 21, 2021

Alibaba, i risultati del I trimestre non convincono. Giù utile, margini ed Ebitda

Alibaba questa volta non ha convinto gli analisti.

Nonostante le entrate sono aumentate di circa il 34% a 205,74 miliardi di yuan (31,83 miliardi di dollari) nel primo trimestre conclusosi il 30 giugno (al di sotto delle stime di 209,39 miliardi) l’utile netto attribuibile agli azionisti è sceso a 45,14 miliardi di yuan rispetto ai 47,59 miliardi (-5%) dell’anno precedente.

Il margine operativo si è contratto di 800 punti base al 15% a causa di investimenti strategici, iniziative di crescita e sostegno ai commercianti; l’EBITDA rettificato è diminuito del 5% su base annua a 7,53 miliardi di dollari per via di investimenti strategici.

“Alibaba ha iniziato il nuovo anno fiscale con un trimestre in salute. Per il trimestre di giugno, i consumatori attivi annuali globali nell’ecosistema Alibaba hanno raggiunto 1,18 miliardi, con un aumento di 45 milioni rispetto al trimestre di marzo, che include 912 milioni di consumatori in Cina. In oltre vent’anni di crescita, abbiamo sviluppato un’azienda che abbraccia sia Internet consumer che industriale, con più motori che guidano la nostra crescita a lungo termine”, ha affermato Daniel Zhang, presidente e amministratore delegato di Alibaba Group. “Crediamo nella crescita dell’economia cinese e nella creazione di valore a lungo termine di Alibaba e continueremo a rafforzare il nostro vantaggio tecnologico migliorando l’esperienza del consumatore e aiutando i nostri clienti aziendali a realizzare trasformazioni digitali di successo”.

A colpire le prestazioni dell’Amazon cinese sembra essere stata la crescente concorrenza da parte di rivali cinesi più piccoli, come JD.Com e Pinduoduo. Da segnalare anche la multa record di 2,8 miliardi di dollari che il colosso dell’e-commerce fondato da Jack Ma si è visto infliggere da Pechino, dopo aver chiuso un’indagine antitrust sull’abuso di posizione dominante.

Bisogna anche sottolineare però come i risultati di Alibaba rispecchiano quelli del gigante dell’e-commerce Amazon negli Stati Uniti, poiché l’allentamento delle restrizioni legate alla pandemia ha portato un numero maggiore di consumatori a preferire negozi fisici piuttosto che continuare a ordinare online.

Ciononostante, Alibaba ha alzato del 50% il programma di buyback, portandolo da 10 a 15 miliardi di dollari: si tratta del maggior piano di riacquisto di azioni proprie della storia della società.

Alibaba questa volta non ha convinto gli analisti.

Nonostante le entrate sono aumentate di circa il 34% a 205,74 miliardi di yuan (31,83 miliardi di dollari) nel primo trimestre conclusosi il 30 giugno (al di sotto delle stime di 209,39 miliardi) l’utile netto attribuibile agli azionisti è sceso a 45,14 miliardi di yuan rispetto ai 47,59 miliardi (-5%) dell’anno precedente.

Il margine operativo si è contratto di 800 punti base al 15% a causa di investimenti strategici, iniziative di crescita e sostegno ai commercianti; l’EBITDA rettificato è diminuito del 5% su base annua a 7,53 miliardi di dollari per via di investimenti strategici.

“Alibaba ha iniziato il nuovo anno fiscale con un trimestre in salute. Per il trimestre di giugno, i consumatori attivi annuali globali nell’ecosistema Alibaba hanno raggiunto 1,18 miliardi, con un aumento di 45 milioni rispetto al trimestre di marzo, che include 912 milioni di consumatori in Cina. In oltre vent’anni di crescita, abbiamo sviluppato un’azienda che abbraccia sia Internet consumer che industriale, con più motori che guidano la nostra crescita a lungo termine”, ha affermato Daniel Zhang, presidente e amministratore delegato di Alibaba Group. “Crediamo nella crescita dell’economia cinese e nella creazione di valore a lungo termine di Alibaba e continueremo a rafforzare il nostro vantaggio tecnologico migliorando l’esperienza del consumatore e aiutando i nostri clienti aziendali a realizzare trasformazioni digitali di successo”.

A colpire le prestazioni dell’Amazon cinese sembra essere stata la crescente concorrenza da parte di rivali cinesi più piccoli, come JD.Com e Pinduoduo. Da segnalare anche la multa record di 2,8 miliardi di dollari che il colosso dell’e-commerce fondato da Jack Ma si è visto infliggere da Pechino, dopo aver chiuso un’indagine antitrust sull’abuso di posizione dominante.

Bisogna anche sottolineare però come i risultati di Alibaba rispecchiano quelli del gigante dell’e-commerce Amazon negli Stati Uniti, poiché l’allentamento delle restrizioni legate alla pandemia ha portato un numero maggiore di consumatori a preferire negozi fisici piuttosto che continuare a ordinare online.

Ciononostante, Alibaba ha alzato del 50% il programma di buyback, portandolo da 10 a 15 miliardi di dollari: si tratta del maggior piano di riacquisto di azioni proprie della storia della società.

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