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giovedì 30 Giugno 2022

Alibaba e i colossi tecnologi cinesi in crisi, solo Dada fa ricavi

Pechino – “Dalla metà di marzo 2022, le nostre attività domestiche sono state notevolmente colpite dalla ricomparsa del Covid-19 in Cina, in particolare a Shanghai. Considerando i rischi e le incertezze derivanti dal Covid-19, che non siamo in grado di controllare e per noi difficili da prevedere, riteniamo che sia prudente in questo momento non fornire indicazioni finanziarie”. Così nella nota finanziaria trimestrale di Alibaba, il gigante cinese dell’ecommerce, i cui profitti sono crollati di quasi il 60 per cento (-59%) nell’ultimo anno fiscale, mostrando gli effetti delle ultime restrizioni anti-pandemiche in Cina e della stretta delle autorità di Pechino sulle grandi compagnie del settore digitale.

Come nota l’Agi, l’anno fiscale della piattaforma che si è chiuso il 31 marzo scorso ha registrato, per gli ultimi tre mesi, la crescita più lenta da 7 anni, dal 2014. I manager non sono preoccupati perché il pubblico di consumatori è in crescita. “Alibaba ha raggiunto l’obiettivo di servire un miliardo di consumatori attivi annuali in Cina nell’ultimo trimestre. Nonostante le sfide macro che hanno influito sulle catene di approvvigionamento e sul sentimento dei consumatori, abbiamo continuato a concentrarci sui clienti e sulla creazione delle capacità per fornire valore. Abbiamo assistito a progressi tangibili in tutte le nostre attività, in particolare nei miglioramenti operativi nelle aree strategiche chiave”, ha spiegato Daniel Zhang, presidente e amministratore delegato di Alibaba Group.

Ma non c’è solo Alibaba che tira il fiato. Il fatto è che anche altri giganti cinesi della tecnologia hanno registrato un rallentamento della crescita dei ricavi. Anche in questo caso Covid e interferenze governative hanno fatto la loro parte. In primo luogo dall’autunno del 2020 la Cina ha multato le società e le ha poste sotto osservazione per presunte pratiche monopolistiche. La recrudescenza del Covid a marzo ha portato a restrizioni ai viaggi e ordini a domicilio che hanno interrotto le catene di approvvigionamento e la logistica.

In particolare le entrate di Tencent per il trimestre sono rimaste invariate. Baidu ha chiuso il trimestre con aumento dei ricavi dell′1% (il dato peggiore dal 2020). Kuaishou, piattaforma di ecommerce per brevi video e streaming live ha registrato una crescita dei ricavi del 19% nell’ultimo trimestre (la più lenta dal 2020). Il dato di Dada fa riflettere. La società di delivery di generi alimentari, di proprietà di JD, ha registrato un aumento dei ricavi del 21% su base annua nell’ultimo trimestre, il migliore dal terzo trimestre del 2021. Dada è stata una delle attività commerciali approvate dal governo locale durante i blocchi Covid.

A livello piu’ generale, comunque, resta il fatto che i profitti industriali in Cina siano crollati dell’8,5% annuo ad aprile al ritmo più veloce da marzo 2020, mentre nei primi quattro mesi del 2022 hanno avuto una crescita del 3,5%, a 26.580 miliardi yuan (circa 3.900 miliardi di dollari), in calo sul +8,5% di gennaio-marzo. Il trend sconta il balzo dei prezzi delle materie prime e, anche in questo caso, la rottura della supply chain per i lockdown contro il Covid-19 e la guerra in Ucraina. I focolai di Covid “sono stati diffusi in alcune regioni, creando grandi contraccolpi e portato al calo dei profitti”, ha osservato l’Ufficio nazionale di statistica.

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