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venerdì 7 Ottobre 2022

Acqua, dai gestori 10 miliardi contro sprechi e siccità

Milano – I gestori italiani del servizio idrico investiranno circa 10 miliardi di euro nei prossimi anni per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare l’efficienza della rete. In particolare, 3 miliardi di euro saranno investiti nel Sud e nelle Isole, 4 miliardi di euro al Centro e 3 miliardi di euro al Nord; di questi, oltre il 50% (circa 5,2 miliardi) verrà investito nel triennio 2022-2024. Sono i i dati che emergono dal rapporto “Acqua, investimenti e climate change”, realizzato da Utilitalia in occasione del Festival dell’Acqua in corso a Torino.

Tra gli investimenti in programma, poco più di 6,5 miliardi di euro sono destinati a interventi nei servizi di adduzione e distribuzione, circa 2,5 miliardi sono ripartiti equamente tra i segmenti di fognatura e depurazione, mentre la quota restante (circa 1 miliardo di euro) è destinata ad interventi negli altri segmenti della filiera tra cui captazione, potabilizzazione e dissalazione. La realizzazione di tali interventi comporterà una maggiore quantità di acqua disponibile – intesa come acqua recuperata o come acqua supplementare prodotta – stimata in circa 620 milioni di metri cubi. Sono circa mille i progetti che i gestori hanno in cantiere: si tratta di nuovi serbatoi, nuovi approvvigionamenti, riutilizzo delle acque reflue, riduzione delle dispersioni e interconnessioni tra acquedotti, ampliamento della rete fognaria e ammodernamento degli impianti di depurazione.

“Gli eventi siccitosi e quelli alluvionali hanno ormai una ricorrenza ciclica, pertanto devono essere affrontati con interventi e processi strutturali sostenibili nel lungo periodo”, ha affermato Michaela Castelli, presidente di Utilitalia, la federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche. “Parliamo di maggiori sistemi di accumulo, produzione di risorse idriche complementari, di infrastrutture che favoriscano soluzioni orientate al riuso delle acque e di interventi sui sistemi di irrigazione e produzione – ha aggiunto – il tutto rafforzando la governance in un’ottica industriale, creando maggiori sinergie con altri usi e provvedendo ad una corretta ripartizione dei costi”.

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