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Aprile 20, 2024 2:36 pm
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Il rapporto di Intermonte, in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, evidenzia che Piazza Affari oggi conta un rapporto capitalizzazione su PIL inferiore rispetto al periodo precedente la crisi finanziaria del 2008-2009. Questa diminuzione è stata causata principalmente dai delisting e dal crollo del valore giornaliero degli scambi nel 2023, che è sceso a 2,27 miliardi di euro rispetto ai 6,2 miliardi registrati nel 2007.

Guglielmo Manetti, amministratore delegato di Intermonte, ha sottolineato l’importanza degli investitori istituzionali nel mercato finanziario italiano, poiché apportano liquidità, stabilità e svolgono un ruolo di monitoraggio e “stewardship” verso le imprese partecipate, incentivandole a migliorare i loro risultati finanziari e non finanziari.

L’analisi dei fondi di investimento sul mercato italiano negli ultimi 15 anni ha rivelato diverse tendenze. Ad esempio, gli investimenti totali dei fondi sulle blue chip sono cresciuti fino al 2018, per poi diminuire. Tuttavia, la presenza dei fondi nordamericani e europei è rimasta sostanzialmente stabile.

Nel dettaglio, i fondi nordamericani hanno un ruolo rilevante sul Ftse Mib, sia a gestione attiva che passiva (ETF), e sono particolarmente attivi sulle Small Cap, con un incremento delle partecipazioni. I fondi italiani, invece, mostrano una presenza stabile sulle blue chip e sono più attivi nei segmenti a minore capitalizzazione.

Tuttavia, rispetto ad altri paesi europei come Francia e Germania, il peso degli investitori domestici italiani sul Ftse Mib rimane relativamente basso, attestandosi intorno all’8%, mentre in Francia e Germania supera il 25%. Questi dati sottolineano la necessità di promuovere una maggiore partecipazione degli investitori istituzionali e migliorare l’attrattività della piazza finanziaria italiana per sostenere la crescita economica del Paese.

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