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Aprile 20, 2024 1:46 pm
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Tim ha integrato il piano industriale 2024-26 dopo il calo in Borsa di giovedì scorso, con perdite del 24% dovute alle incertezze degli analisti sui numeri relativi al debito, più elevato del previsto dopo la cessione di NetCo, e al cash flow. Tuttavia, le integrazioni rese note oggi all’alba, dopo il cda straordinario di ieri, non hanno rilanciato i corsi azionari. Tim ha chiuso a -4,6%, a 0,2118 euro ad azione, con oltre 1 miliardo di azioni scambiate, pari al 7% del capitale circa.

L’amministratore delegato ha comprato oggi 500 mila azioni per circa 102 mila euro. Il crollo del titolo è stato causato dalla presentazione poco chiara, secondo gli analisti, dei numeri contenuti nella nuova strategia al netto della cessione di NetCo, con un debito più alto del previsto.

Tim ha precisato che il debito pro-forma al netto del deleverage dopo l’operazione di vendita di Netco a Kkr, Mef ed F2i, è atteso a circa 7,5 miliardi nel 2024, mentre per il net cash flow 2025-2026 si prevede sia a zero nel 2024 e 2025 e intorno a 0,5 miliardi di euro nel 2026.

Confermata la guidance finanziaria con possibile rialzo nel caso di cessione di Sparkle, su cui l’azienda precisa di essere al lavoro. Labriola ha spiegato che “il 2024 è un anno in cui ancora saremo per più di metà anno un’azienda integrata verticalmente”.

I chiarimenti resi noti questa mattina non sono bastati a fugare i dubbi dei mercati. Equita ha sottolineato che “la decisione di dare piena trasparenza alle ipotesi di piano sul cash flow è più che opportuna vista la confusione creatasi con il Capital Market Day di giovedì”. Barclays ha aggiunto che questo aggiornamento fornisce dettagli “importanti per comprendere la guidance, ma conferma che ci sono una serie di costi che non avevamo previsto prima del Capital Market Day”.

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