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sabato 26 Novembre 2022

Yuan valuta estera più scambiata alla Borsa di Mosca, commercio bilaterale +31,4% a 117,2 miliardi di dollari

Mosca – Lo yuan cinese è diventato per la prima volta la valuta più scambiata alla Borsa di Mosca il 3 ottobre scorso, data in cui le transazioni yuan-rublo sono state 35.400 volte superiori alle 29.500 ascritte alla combinazione dollaro-rublo. Lo riporta oggi il quotidiano edito dal Partito comunista cinese “Global Times”, aggiungendo che nella giornata di ieri il volume degli scambi nella coppia yuan-rublo ha raggiunto gli 1,05 miliardi di dollari contro i 937 milioni di dollari generati dalla coppia dollaro-rublo alla chiusura del mercato azionario. Il successo degli asset denominati in yuan nel mercato russo si pone in linea di continuità con lo slancio guadagnato dal commercio bilaterale, che nei primi otto mesi dell’anno è aumentato del 31,4 per cento annuo a 117,2 miliardi di dollari.

La presenza della valuta cinese nel mercato russo è destinata ad aumentare nei prossimi mesi, grazie anche al recente accordo stipulato dalla compagnia petrolifera China National Petroleum Corporation (Cnpc) con la società energetica russa Gazprom. In base ai termini del patto, le forniture di gas russo alla Cina attraverso il gasdotto Sila Sibiry saranno regolate in yuan e rubli anziché in dollari. L’accordo è stato firmato dall’amministratore delegato di Gazprom, Aleksej Miller, e da quello di Cnpc, Dai Houliang nel corso di una videoconferenza. Miller ha affermato in un comunicato diffuso da Gazprom che l’accordo è “reciprocamente vantaggioso” per entrambe le parti. “Semplificherà i calcoli, diventerà un ottimo esempio per altre aziende e darà un ulteriore impulso allo sviluppo delle nostre economie”, ha aggiunto.

Gazprom non ha fornito ulteriori dettagli sull’accordo o su quando i pagamenti sarebbero passati da dollari a rubli e yuan. Inoltre, sono stati anche firmati accordi aggiuntivi all’intesa per la vendita a lungo termine di gas alla Cina lungo la rotta orientale. L’accordo è destinato a ridurre la dipendenza di Mosca dal dollaro statunitense, dall’euro e da altre valute forti nel suo sistema bancario. Obiettivo, questo, perseguito con convinzione sin da quando Mosca è stata colpita dalle sanzioni internazionali in risposta all’invasione dell’Ucraina. La Russia ha iniziato a erogare gas alla Cina attraverso il condotto Power of Siberia alla fine del 2019, un’iniziativa definita dal presidente Vladimir Putin dalla portata “storica, non solo per il mercato energetico globale, ma soprattutto per noi, per Russia e Cina”. Alla vigilia della guerra, Mosca ha rafforzato l’intesa energetica con Pechino concedendo un’estensione all’accordo per la fornitura di gas da 37,5 miliardi di dollari. Un trattamento diverso è stato riservato invece ai clienti europei, costretti all’inizio del 2022 ad aprire conti bancari in rubli presso Gazprombank e a regolare i pagamenti per le forniture di gas in valuta nazionale.

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