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lunedì 30 Gennaio 2023

World Economic Forum, via alla 5 giorni a Davos

Milano – Il World Economic Forum a Davos torna da oggi, lunedì 16 gennaio, fino al 20 con l’edizione 2023: la prima in presenza e in versione invernale da gennaio 2020. Un “Wef23” con numeri da record, oltre 2.700 i leader previsti, e massicce misure di sicurezza visto che nella città svizzera è atteso – ma non ancora confermato – anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, oltre ai vertici dell’intelligence Usa e dell’Fbi. Presenti le istituzioni europee, mentre la delegazione italiana, con la rinuncia del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per sopraggiunti impegni, si assottiglia. Oltre ai 2.700 leader, sono senza precedenti anche i ben 57 ministri delle Finanze e massiccio è l’afflusso di banchieri centrali, 17, con una rappresentanza forte di capi di stato e governo europei: dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen al vice Valdis Dombrovskis, dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola fino ai commissari Gentiloni (Affari economici), Hahn (Bilancio), Simson (Energia) e alla numero uno della Bce Christine Lagarde, che parlerà venerdì 20 a un panel con la presidente del Fmi, Kristalina Georgieva.

Se la Germania vedrà uno “special address” del cancelliere Scholz circondato dal suo vice Habeck, dal presidente della Bundesbank, dal ministro delle Finanze Lindner e ben otto ulteriori figure pubbliche, la Francia arriverà con sei ministri fra cui Le Maire (Economia). L’Italia, per la verità meno presente da qualche anno, a livello istituzionale si limiterebbe (ma ci sono interventi ancora tenuti in segreto dal Wef e possibili cambiamenti in corsa) al ministro dell’Istruzione Valditara. Gli Usa avranno una delegazione mirata (notare in particolare l’arrivo della rappresentante per il Commercio Katherine Tai e dell’omologo cinese). Il Brasile manderà la ministra Silva che promette di riprendere la lotta alla deforestazione col plauso dell’inviato Usa per il clima Kerry. E oltre agli ucraini ci saranno i vertici di governo di Polonia e dei Baltici, che spingono per un atteggiamento da “falco” contro Mosca, assente non invitata a Davos, come l’Iran.

Una moltitudine di problemi globali che il Wef traduce con “frammentazione”, ossia la minaccia alla cooperazione globale di cui l’organizzazione ginevrina punta a essere catalizzatore. In cima c’è il rischio di recessione globale come priorità, rilanciare investimenti globali e commercio. Un tema caro ai vertici delle tantissime corporation che parteciperanno: non solo big come Amazon e Intel, ma anche il ritorno dei capi delle grandi banche d’affari fra cui Goldman, Jp Morgan e Blackrock. Enel ed Eni sono attese, così come il Ceo di Unicredit Andrea Orcel, mentre non è confermata la presenza dell’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina. È un’agenda fitta quella del World Economic Forum a Davos. Fra gli appuntamenti segnalati dagli stessi organizzatori come quelli da non perdere c’è la Crystal Awards Ceremony di lunedì 16 gennaio (18-18.30), nel corso della quale vengono premiate personalità del mondo della cultura che si sono spese per la difesa dell’ambiente, per la lotta al cambiamento climatico, per la salute mentale e per l’educazione. Fra i premiati di quest’anno anche l’attore Idris Elba.

Fra gli appuntamenti di martedì 17 ci sono il panel Philanthropy: A Catalyst for Protecting Our Planet con John Kerry (8.30-9.15), l’intervento di Ursula von der Leyen (11.15-11.45), un panel con la premier finlandese Sanna Marin (15-15.30) e l’intervento del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez (16-16.30). Mercoledì 18 gennaio il sito dell’evento segnala gli interventi di Aziz Akhannouch, capo del governo marocchino (10.45-11.15), e del cancelliere tedesco Olaf Scholz (15.45-16.15), oltre al panel Restoring Security and Peace con – fra gli altri – il segretario della Nato Jens Stoltenberg e il presidente polacco Andrzej Duda (17.15-18). Per il 19 gennaio è atteso l’intervento del presidente sudcoreano Yoon Syk Yeol (11.30-12), mentre dalle 11 alle 12 di venerdì 20 gennaio ci sarà il panel Global Economic Outlook: Is this the End of an Era? con la partecipazione del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, della presidente della Bce Christine Lagarde e la presidente del Fmi Kristalina Georgieva.

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