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lunedì 30 Gennaio 2023

Venture Capital ancora in forte crescita grazie a Satispay, Newcleo e Scalapay

Milano – Nel 2022 gli investimenti in startup, scaleup e imprese innovative hanno superato gli 1,8 miliardi di euro, registrando una crescita del 48% rispetto al 2021, la più sostenuta in Europa. Lo segnala l’Osservatorio sul Venture Capital, aggiungendo che si conferma la partecipazione degli investitori internazionali nel VC italiano, con dimensione media dei relativi deal doppia rispetto a quelli con soli investitori nazionali. Il 2022 è inoltre l’anno con il maggior numero di round sopra i 100 milioni di euro. L’Osservatorio, realizzato da Growth Capital in collaborazione con Italian Tech Alliance e lanciato a inizio 2022, fotografa l’andamento trimestrale degli investimenti ed i trend nell’ecosistema del Venture Capital italiano.

Il quarto trimestre registra 203 milioni di euro raccolti in 75 round, registrando un rallentamento nella raccolta, ma un numero di deal in linea con la media dei 4 trimestri precedenti (463 milioni e 79 round nel terzo). La flessione nell’ammontare investito nel quarter è in gran parte riconducibile all’assenza di mega round che, nel terzo trimestre, avevano inciso per più del 40%. L’intero 2022 ha beneficiato dei mega round di Satispay (320 milioni), Newcleo (300 milioni) e Scalapay (212 milioni), cui si aggiungono Casavo (100 milioni) e Medical Micro Instruments (73 milioni) ed è stato impattato in modo ridotto dalle tensioni macroeconomiche e finanziarie, mostrando comunque una crescita sostenuta rispetto al 2021 a differenza del resto d’Europa e di altri mercati VC sviluppati.

L’analisi per settori evidenzia che Smart City (54 round) risulta il settore con il maggior numero di deal annunciatinell’anno 2022. seguito da Software (44) e Deeptech (40). Guardando invece all’ammontare investito, Smart City (501 milioni) e FinTech (499 milioni) sono i settori che hanno raccolto di più nel 2022 e rappresentano il 55% dell’investito nell’intero anno. A questo risultato hanno contribuito in modo rilevante i mega round di Satispay e Scalapay (per il Fintech) e Newcleo (per Smart City). Secondo un’analisi storica, si nota come nel 2022, rispetto al 2021, la size media dei round sia aumentata per tutti i settori a eccezione di Media (-52%), Food Agriculture (-16%) e Digital (-6%). FinTech (13,1 milioni) e Smart City (9,4 milioni) si confermano i settori con il ticket medio più alto nel 2022, anche grazie all’impatto di alcuni mega round.

L’Osservatorio analizza inoltre l’incidenza nel VC italiano degli investitori internazionali, che nel 2022 hanno partecipato al 26% dei round maggiori di 1 milione, dato in linea con il 2021. Tuttavia, in termini di ammontare raccolto, l’incidenza dei round con presenza di investitori internazionali è sensibilmente aumentata, passando dal 58% del 2021 al 67% del 2022. CDP Venture Capital si conferma l’investitore più attivo in termini di operazioni annunciate nel 2022, seguito da Azimut e LVenture. Nel quarto trimestre le start-up italiane sono state protagoniste di 11 exit, in linea con il trimestre precedente. I risultati dell’ultimo trimestre portano a 38 gli eventi di liquidità registrati nel 2022, dato in aumento rispetto al 2021 (30).

“Il 2022 è stato un anno di notevole maturazione per il Venture Capital in Italia. Come da noi previsto un anno fa, l’ecosistema italiano ha registrato un aumento significativo nell’ammontare investito, (circa +50% rispetto al 2021), in contrasto con il rallentamento europeo e la decrescita globale. Si è confermata anche la partecipazione sempre più incisiva da parte di attori internazionali e investitori istituzionali (trend destinato a confermarsi anche nel 2023)”, commenta Fabio Mondini de Focatiis, Founding Partner di Growth Capital, aggiungendo “prevediamo un 2023 di maturazione e consolidamento del mercato, caratterizzato da un aumento della size media dei round e del numero delle operazioni Late Stage. Gli investimenti complessivi saranno influenzati dall’elevato dry power e dalla presenza di mega round”.

“È significativo notare come i numeri dell’ecosistema italiano dell’innovazione iniziano ad avvicinarsi- pur mantenendosi ben inferiori- ad altri Paesi storicamente più avanzati in questo ambito”, aggiunge Francesco Cerruti, Direttore Generale di Italian Tech Alliance, sottolineando che “l’Italia potrebbe avere nei prossimi anni un ruolo sempre più centrale nel settore Tech in Europa. Guardando al futuro, conclude Cerruti, il 2023 sarà un anno cruciale per ammodernare il Testo Unico sulle Start-up, che era stato un fondamentale motore di partenza per l’ecosistema, ma che è ormai vecchio di più di 10 anni e necessita un aggiornamento che tenga in conto le rinnovate esigenze dei sempre più numerosi operatori del settore”.

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