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domenica 1 Agosto 2021

Variante Delta, per Goldman Sachs Europa a rischio gestibile

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Lo spettro della variante Delta si aggira in modo preoccupante, con diversi focolai in Italia e casi in aumento in Europa. Il ceppo indiano costituisce così una seria minaccia sia per la stagione estiva che per il rilancio dell’economia.

Ma l’impatto della variante non avrà lo stesso impatto in tutti gli Stati, soprattutto in merito alla campagna vaccinale e alle strategie di contenimento adottate. Come suggerisce un report di Goldman Sachs, è utile fare una suddivisione dei Paesi in tre gruppi.

Nel primo gruppo si inseriscono i Paesi con elevati tassi di vaccinazione e strategie di contenimento efficaci fino ad arrivare alle cosiddette aree “Covid-free”; con popolazioni in gran parte vaccinate, ricoveri e quindi restrizioni dovrebbero rimanere molto più limitate rispetto al passato, anche se i contagi dovessero aumentare notevolmente, come già avviene nel Regno Unito, Portogallo, Israele e Spagna.

Nel secondo gruppo troviamo i Paesi che perseguono una strategia di contenimento ma con bassi tassi di vaccinazione e quindi devono affrontare un maggior rischio di complicazioni sanitarie ed economiche. La terribile crisi sanitaria dell’India in la primavera illustra il rischio di nuove onde. “Dall’inizio della sua seconda ondata, abbiamo abbassato la nostra previsione di crescita per l’India CY 2021 di circa 2 punti percentuali a +9,3%. Mentre il trascinamento sulla crescita del secondo trimestre dalle restrizioni localizzate è sostanziale, è molto inferiore al l’impatto dei blocchi a livello nazionale nel 2020 o l’impatto per l’intero anno 2021, perché la sensibilità del PIL al virus è diminuita e perché prevediamo un rimbalzo dell’India rapidamente in H2”, affermano gli analisti da Goldman Sachs.

Nell’ultimo gruppo si collocano i Paesi ove la maggiore trasmissibilità della variante Delta è coadiuvata da tassi di immunità ancora ben al di sotto della teorica soglia di immunità, che è salita all’80-85%. Cina, Australia, Vietnam e Nuova La Zelanda si affidano a confini chiusi, rigorosi blocchi localizzati e tracciabilità dei contatti per eliminare il virus. Tutto ciò ha sicuramente un forte impatto anche a livello economico.

Ad ogni modo Goldman Sachs ha dichiarato che “le previsioni di crescita del PIL globale del 6,6% nel 2021 e del 4,8% nel 2022 rimangono ottimistiche in termini assoluti, ma ora sono più vicine al consenso che in qualsiasi momento dall’aprile 2020. Le nostre opinioni sul mercato mantengono un’inclinazione costruttiva. Anche se vediamo meno vantaggi per previsioni di crescita del consenso rispetto a prima, ci preoccupiamo anche meno del ribasso di scenario. Detto questo, con le valutazioni ora abbastanza alti, le nostre opinioni sulle principali classi di attivi sono diventate più sfumate. Per quanto riguarda i Bond, riteniamo che il rally della duration sia andato troppo oltre e prevediamo un aumento dei rendimenti nella seconda metà del 2021. Nel credito, consigliamo di salire di qualità perché le valutazioni, soprattutto nella parte più rischiosa del mercato, ora sono molto alti. In azioni, rimaniamo ampiamente costruttivi ma vediamo migliori opportunità al di fuori degli Stati Uniti, soprattutto negli emergenti mercati. In FX, abbiamo ridimensionato le nostre previsioni per il ribasso del dollaro rispetto all’euro ma anche alle valute emergenti non dispiacciono. E infine, rimaniamo rialzisti sulle materie prime, non solo per motivi ciclici ma anche strutturali, primo fra tutti il ​​lungo periodo di sottoinvestimento dopo la crisi del 2008″ concludono gli analisti.


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