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lunedì, Settembre 20, 2021

Usa, boom di occupati nel mese di luglio. Tasso di disoccupazione scende al 5,4%

Un aumento di 943 mila nuovi posti di lavoro negli Usa. E’ ciò che emerge da quanto indicato dall’US Bureau of Labor Statistics (BLS) che ha comunicato nel mese di luglio un dato ben migliore rispetto alle attese del consensus (+850k nuovi impieghi). Il tasso di disoccupazione scende così al 5,4% (aspettative al 5,7%).

Riviste al rialzo le cifre dei mesi scorsi (+119 mila posti di lavoro in totale rispetto alle stime precedenti). Il dato di maggio è stato rivisto al rialzo di 31 mila unità a +614k, quello di giugno di 88 mila unità a +938k.

Il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è attestato al 61,7% (ancora ben lontano dai livelli di febbraio quando si attestava al 63,3%).

I salari medi salgono dello 0,4% m/m (consensus +0,3%). I salari sono saliti del 4% a/a (consensus +3,8%).

Il numero di disoccupati che hanno dichiarato di essere in sospensione temporanea dalle attività lavorative (“temporary layoff”) sono scesi a 1,2 milioni di unità (-572k). I disoccupati che hanno perso del tutto il posto del lavoro si sono attestati a 2,9 milioni (1,6 milioni in più rispetto a febbraio 2020).

Di seguito riportiamo alcuni estratti di un’analisi svolta da Filippo Diodovich, senior strategist IG Italia, in merito alle prossime mosse della Federal Reserve, in conseguenza alle cifre macroeconomiche sul mondo del lavoro americano.

C’era tantissima attesa per le cifre macroeconomiche sul mondo del lavoro americano per cercare di prevedere le prossime mosse della Federal Reserve dopo le dichiarazioni di molti membri del FOMC (Clarida, Bullard) che sono andate a smentire l’atteggiamento ultra-accomodante di Powell mostrato nell’ultima riunione del Consiglio Direttivo.

I dati sul fronte occupazionale statunitense sono stati molto positivi, con l’unica nota dolente del tasso di partecipazione alla forza lavoro ancora lontano dai valori di febbraio 2020. Il report è tuttavia straordinariamente positivo e conferma come il mondo del lavoro statunitense è sul sentiero giusto per tornare ai livelli pre-pandemici.

Crediamo che Jerome Powell possa avere molti problemi a mantenere un atteggiamento “wait and see” con un mondo del lavoro sempre più vicino agli obiettivi della FED e con le pressioni inflazionistiche sempre più elevate. Al coro dei membri piu’ falchi all’interno del FOMC si aggiungeranno anche i moderati per convincere l’intera commissione che è arrivato il momento di annunciare l’inizio del processo di riduzione degli stimoli monetari.

Pensiamo che la FED possa annunciare l’inizio del processo di tapering nel nel meeting del FOMC di settembre quando saranno comunicate anche le nuove proiezioni sulle principali variabili macroeconomiche. Riteniamo che gli acquisti di Treasuries e MBS saranno ridotti a partire da dicembre in modo graduale. Per il rialzo dei tassi d’interesse il sentiero è ancora lungo (ultimo trimestre 2022, primo trimestre 2023).

Sui mercati è stato soprattutto il dollaro a beneficiare del report superiore alle attese. La coppia valutaria EUR/USD è scesa fino a 1,1780. Positiva anche la risposta sui futures sugli indici USA.

Un aumento di 943 mila nuovi posti di lavoro negli Usa. E’ ciò che emerge da quanto indicato dall’US Bureau of Labor Statistics (BLS) che ha comunicato nel mese di luglio un dato ben migliore rispetto alle attese del consensus (+850k nuovi impieghi). Il tasso di disoccupazione scende così al 5,4% (aspettative al 5,7%).

Riviste al rialzo le cifre dei mesi scorsi (+119 mila posti di lavoro in totale rispetto alle stime precedenti). Il dato di maggio è stato rivisto al rialzo di 31 mila unità a +614k, quello di giugno di 88 mila unità a +938k.

Il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è attestato al 61,7% (ancora ben lontano dai livelli di febbraio quando si attestava al 63,3%).

I salari medi salgono dello 0,4% m/m (consensus +0,3%). I salari sono saliti del 4% a/a (consensus +3,8%).

Il numero di disoccupati che hanno dichiarato di essere in sospensione temporanea dalle attività lavorative (“temporary layoff”) sono scesi a 1,2 milioni di unità (-572k). I disoccupati che hanno perso del tutto il posto del lavoro si sono attestati a 2,9 milioni (1,6 milioni in più rispetto a febbraio 2020).

Di seguito riportiamo alcuni estratti di un’analisi svolta da Filippo Diodovich, senior strategist IG Italia, in merito alle prossime mosse della Federal Reserve, in conseguenza alle cifre macroeconomiche sul mondo del lavoro americano.

C’era tantissima attesa per le cifre macroeconomiche sul mondo del lavoro americano per cercare di prevedere le prossime mosse della Federal Reserve dopo le dichiarazioni di molti membri del FOMC (Clarida, Bullard) che sono andate a smentire l’atteggiamento ultra-accomodante di Powell mostrato nell’ultima riunione del Consiglio Direttivo.

I dati sul fronte occupazionale statunitense sono stati molto positivi, con l’unica nota dolente del tasso di partecipazione alla forza lavoro ancora lontano dai valori di febbraio 2020. Il report è tuttavia straordinariamente positivo e conferma come il mondo del lavoro statunitense è sul sentiero giusto per tornare ai livelli pre-pandemici.

Crediamo che Jerome Powell possa avere molti problemi a mantenere un atteggiamento “wait and see” con un mondo del lavoro sempre più vicino agli obiettivi della FED e con le pressioni inflazionistiche sempre più elevate. Al coro dei membri piu’ falchi all’interno del FOMC si aggiungeranno anche i moderati per convincere l’intera commissione che è arrivato il momento di annunciare l’inizio del processo di riduzione degli stimoli monetari.

Pensiamo che la FED possa annunciare l’inizio del processo di tapering nel nel meeting del FOMC di settembre quando saranno comunicate anche le nuove proiezioni sulle principali variabili macroeconomiche. Riteniamo che gli acquisti di Treasuries e MBS saranno ridotti a partire da dicembre in modo graduale. Per il rialzo dei tassi d’interesse il sentiero è ancora lungo (ultimo trimestre 2022, primo trimestre 2023).

Sui mercati è stato soprattutto il dollaro a beneficiare del report superiore alle attese. La coppia valutaria EUR/USD è scesa fino a 1,1780. Positiva anche la risposta sui futures sugli indici USA.

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