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sabato 28 Maggio 2022

Unicredit valuta l’uscita dalla Russia, svalutazione da 7,5 miliardi

Milano – Unicredit sta considerando un’uscita dalla Russia come parte di una revisione urgente delle sue operazioni nel Paese. “Ovviamente abbiamo bisogno di considerare seriamente l’impatto e le conseguenze e la complessità del distacco di una banca completa dal paese”, ha spiegato il ceo Andrea Orcel in una conferenza organizzata da Morgan Stanley.

In Borsa il titolo cede l’1,81% La scorsa settimana l’istituto riassumendo la propria esposizione in Russia ha indicato che nello scenario estremo, ossia nel caso in cui l’esposizione non possa essere recuperata e venga azzerata, l’impatto sui coefficienti di capitale sarebbe di 200 punti base. La svalutazione completa, compresa l’esposizione transfrontaliera, costerebbe circa 7,5 miliardi.

Nel dettaglio, l’esposizione diretta a UniCredit Bank Russia è di circa 1,9 miliardi di euro. Quella cross border nei confronti di clientela russa è , invece, attualmente pari a circa 4,5 miliardi di euro. Infine l’esposizione mark-to-market in derivati verso le banche russe e’ di circa 300 milioni di euro, al netto del collaterale. La massima perdita potenziale nel caso in cui il valore del rublo si approssimi allo zero e’ di circa 1 miliardo di euro. UniCredit offre servizi bancari ad aziende e private in Russia (dove è presente dal 2005) attraverso 4.000 dipendenti e 70 filiali.

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