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giovedì, Gennaio 27, 2022

Unicredit, bufera Twitter per policy su criptovalute

Weekend di fuoco per Unicredit, e tutto per colpa di un tweet.

Procediamo con ordine. Lo scorso 7 gennaio, The Crypto Gateway, community italiana che conta 50000 iscritti e punto di riferimento su Bitcoin e criptovalute, pubblica un sondaggio via Twitter nel quale si chiede ai follower se il bitcoin fosse in bear market, termine che indica un mercato contraddistinto da una progressiva diminuzione dei prezzi delle attività finanziarie e da aspettative pessimistiche.

Nelle risposte al sondaggio, più che le preoccupazioni per la situazione finanziaria in sè, emergono timori sulla posizione nei confronti delle valute digitali da parte di alcune banche italiane, tra le quali spicca Unicredit, il maggior gruppo bancario italiano.

Il tweet tanto incriminato, poi pubblicato come commento al sondaggio, nasce da una critica che un utente ha esposto al servizio clienti di UniCredit, in merito alla possibilità di effettuare bonifici nello specifico su FTX e top-Up su crypto.com. Singolare la risposta di UniCredit: “Ciao, le attuali policy di Gruppo vietano relazioni con controparti emittenti valute virtuali o che agiscono da piattaforme di scambio”.

Fonte: Twitter

Tra i vari commenti spunta anche uno screenshot di una conversazione tra un’utente e un referente di Buddybank, conto corrente oline di Unicredit, che sconsiglia di effettuare pagamenti verso exchange di criptovalute con il conto Unicredit, vista anche la possibilità di arrivare alla chiusura del conto corrente.

Fonte: Twitter

A questo punto diversi utenti hanno iniziato a inveire e criticare l’istituto di credito per queste affermazioni.

L’aspetto più criticato riguarda la presenza di queste fantomatiche policy del Gruppo, che non sembrano però essere visionabili dai clienti.

Sul sito della banca infatti non si fa alcun accenno ad azioni drastiche come la chiusura del conto. Nelle FAQ dedicate alla posizione della banca nei confronti degli investimenti in crypto, viene solo detto che “UniCredit attualmente non effettua alcuna attività di investimento in criptovalute (valute virtuali) né per conto dei propri clienti, né per conto proprio. UniCredit offre consulenza e propone diversi prodotti e servizi di investimento basandosi sulle caratteristiche di ciascun cliente”.

Nello stesso documento vengono anche riportate alcune linee guida da parte delle autorità di supervisione europee, ove si sottolinea che le criptovalute sono prodotti ad alto rischio e che ancora non c’è una regolamentazione dell’Unione Europea su questo tema.

A questo punto non resta che aspettare un chiarimento da parte della banca di piazza Gae Aulenti, anche se per ora il silenzio è tombale.

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