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sabato 26 Novembre 2022

UniCredit finanzia il Portobello store e il nuovo polo logistico infrastrutturale di Trieste

Milano – Portobello, società quotata su Euronext Growth Milan e attiva con l’omonima catena retail e nel settore Media & Advertising tramite l’attività di barter, ha sottoscritto un accordo di finanziamento per complessivi 9,5 milioni di euro con UniCredit. L’operazione è finalizzata a sostenere il piano di investimenti pluriennali di Portobello nel settore retail per l’apertura di nuovi store in tutta Italia. Il finanziamento, a tasso variabile e coperto da garanzia SACE SupportItalia, ha un importo di euro 9,5 milioni, una durata di 7 anni con scadenza 30/09/2029 e un piano di rimborso su base trimestrale posticipata, dopo un periodo di pre-ammortamento iniziale di 24 mesi. “Siamo lieti di aver siglato questa partnership con UniCredit che ci rafforza dal punto di vista finanziario permettendoci di ulteriormente allargare il piano di investimenti a nuovi punti vendita – ha commentato Pietro Peligra, presidente di Portobello – L’andamento dei nostri negozi, infatti, che nel 2022 hanno visto un significativo incremento di fatturato e di clienti, ci conferma che Portobello ha una straordinaria opportunità di crescita davanti a sé e che cercheremo di coglierla a pieno”. Non è l’unica operazione Unicredit resa nota oggi.

Insieme a Bnl Bnp Paribas, e sempre con l’intervento di garanzia di Sace, ha strutturato un’operazione da 20 milioni di euro finalizzata all’acquisizione da parte di Icop delle quote di Finarvedi, la società concessionaria dell’area nella quale verrà realizzato il nuovo polo logistico infrastrutturale che sarà costruito nel porto di Trieste al posto dello storico impianto siderurgico di Servola, la Ferriera, chiuso due anni fa dopo 123 di storia. Questo l’investimento progettato da Icop, impresa fondata nel 1920 con sede a Basiliano (Udine), tra i principali operatori europei specializzati nel microtunnel, nell’ingegneria del sottosuolo e nelle opere infrastrutturali.L’operazione fa parte di un progetto più ampio che prevede la riqualificazione delle attività industriali e portuali, il recupero ambientale e la riconversione di Servola, l’area da anni dismessa, con la costruzione di una piattaforma logistica. Oltre a Icop sono coinvolti nel progetto anche i ministeri dello Sviluppo Economico, Ambiente e Infrastrutture e Trasporti, l’Agenzia Nazionale politiche attive Lavoro, l’Agenzia Demanio, il Porto di Trieste, la Regione Friuli Venezia-Giulia il Comune di Trieste e il Gruppo Arvedi, che cederà l’area interessata di sua proprietà in cambio dell’area adiacente per realizzare due nuove linee di zincatura e verniciatura continua, protagoniste della prima garanzia green con Sace. Nel dettaglio, il nuovo polo logistico avrà un nuovo snodo ferroviario e l’allungamento della banchina portuale, un impianto di smaltimento rifiuti, uno scalo ferroviario e un raccordo autostradale.

L’intervento di Sace rientra nell’ambito di operatività di rilievo strategico poiché si tratta della realizzazione di un’infrastruttura di trasporto e logistica, ritenuta quindi ad alto impatto per l’economia italiana. “L’intervento in corso di realizzazione da parte di I.CO.P. S.p.A. Società Benefit nell’area di Servola costituisce un progetto al contempo virtuoso ed ambizioso. Virtuoso perché consente la soluzione di un rilevante tema ambientale proponendo non solo la chiusura di un sito produttivo, ma anche e soprattutto la realizzazione di una infrastruttura con una forte valenza economica nel rispetto dei più elevati standard Esg e ambizioso perché si inserisce nell’ambito di un ancor più ampio piano di sviluppo del Porto di Trieste in grado di produrre ricadute significative per tutto il tessuto produttivo della Regione per i prossimi decenni” ha dichiarato Paolo Copetti, Cfo del Gruppo Icop. “Il convergere di ministeri, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Trieste, Autorità Portuale, soggetti privati ed enti su tale progetto – aggiunge – ne sottolinea l’importanza e l’utilità economica, sociale ed ambientale. Il supporto fattivo di primari interlocutori finanziari quali Sace, Bnl ed UniCredit ne testimonia ulteriormente la rilevanza e ne aggiunge valore. L’intervento coperto dalla garanzia costituisce uno step preliminare alla realizzazione di un primo insieme di opere per oltre 50 milioni di euro, alle quali si aggiungono i 27 milioni dei lavori di marginamento appaltati da Invitalia e ulteriori lavori che saranno oggetto di esecuzione negli anni a venire, il tutto in una logica di integrazione con la rete ferroviaria e con le altre infrastrutture portuali”.

“Riconvertire e riqualificare l’area dismessa del porto di Trieste rientra nell’impegno costante di Sace a supporto del sistema Paese nell’ambito dell’operatività di rilievo strategico per un settore ritenuto ad alto impatto – ha dichiarato Lorenza Chiampo, responsabile Mid Corporate Friuli Venezia Giulia di Sace – Siamo da diversi anni al fianco di Icop, tra i principali operatori dell’area, per sostenerla nei suoi piani di sviluppo in Italia e all’estero ed è importante agire in sinergia con Bnl Bnp Paribas e UniCredit con il fine di mettere a fattor comune competenze e know how per un obiettivo comune”. Stefano Manfrone, direttore Territoriale Nord Est Bnl Bnp Paribas: “Il nostro intervento a sostegno di questa operazione di riqualificazione e di rilancio si sviluppa su due direttrici che sono alla base del Positive Banking di Bnl Bnp Paribas: economia e sostenibilità. Siamo sempre più impegnati, sui singoli territori, al fianco di aziende – piccole, medie e grandi – che sappiano coniugare il business con l’attenzione alla Società, all’ambiente e alle persone, per aiutarle ad operare in modo sostenibile e consapevole, generando un impatto positivo sul futuro”.

Luisella Altare, Regional Manager Nord Est di UniCredit, afferma: “Il tema delle catene del valore e delle dinamiche logistiche sottostanti è una questione di assoluta rilevanza per le imprese del Nord Est e, più in generale, di tutto il Paese. Rafforzare un polo logistico di primaria importanza come quello di Trieste è quindi una scelta strategica lungimirante e il sostegno di UniCredit all’investimento portato avanti da Icop è un nuovo, concreto, segnale della nostra attenzione alle traiettorie di sviluppo di questo territorio”. Come riportato nel Focus On “Ieri, oggi e domani: le infrastrutture in Italia” elaborato dall’Ufficio Studi di Sace, i porti, insieme ad aeroporti e ferrovie, saranno il comparto che crescerà maggiormente nel prossimo quinquennio (+3,8 per cento in media l’anno), trainati dalla spinta al green e alla transizione energetica, in una logica di accrescimento della tecnologia impiegata negli ambiti efficienza, sicurezza e sostenibilità ambientale. Il Porto di Trieste rientra tra le infrastrutture prioritarie al centro di progetti di potenziamento che, con anche interconnessioni con la rete ferroviaria, consentirà di ridisegnare la competitività dell’Italia. Tali grandi interventi potranno avere ampi benefici su una filiera che in Italia conta tanti importanti player, ad esempio produttori di imbarcazioni, servizi portuali e così via.

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