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lunedì 30 Gennaio 2023

UE: nuove regole per stimolare IPO e compensazione post Brexit, e nuovo attacco alle criptovalute

Bruxelles – La Commissione europea, nell’ambito di un pacchetto di misure per rafforzare l’Unione dei mercati dei capitali (la Capital Markets Union, CMU), ha presentato una serie di proposte per semplificare le quotazioni in Borsa delle imprese, che oggi si trovano a dover presentare prospetti fino a 800 pagine. Le novità, che saranno ora presentate al Parlamento europeo e al Consiglio per l’adozione, riguardano quattro aspetti principali: regole del prospetto più semplici; regole sugli abusi di mercato più proporzionate; introduzione di strutture azionarie a voto multiplo; più equity research da parte degli analisti sulle PMI. In primis, si intende semplificare la documentazione necessaria alle società per la quotazione sui mercati e snellire i processi di controllo da parte delle autorità di vigilanza nazionali, accelerando e riducendo i costi del processo di quotazione. L’UE stima che le società quotate nell’UE risparmieranno circa 100 milioni di euro all’anno grazie a minori costi di conformità, mentre le società risparmieranno 67 milioni di euro all’anno solo grazie a norme più semplici sul prospetto. Inoltre, si punta a semplificare e chiarire alcuni requisiti in materia di abusi di mercato, senza compromettere l’integrità del mercato.

Un obiettivo importante è quello di aiutare le aziende a essere più visibili agli investitori, incoraggiando una maggiore ricerca da parte degli analisti, soprattutto per le piccole e medie imprese. Sebbene le regole di unbundling introdotte dalla MiFID II fossero concepite per spezzare il legame tra commissioni di intermediazione e ricerca, la UE riconosce che “in realtà hanno esacerbato la tendenza negativa nella copertura della ricerca per le piccole e medie imprese e non hanno portato alla nascita di fornitori di ricerche indipendenti e incentrate sulle PMI”. Le principali modifiche proposte includono una soglia più elevata di capitalizzazione di mercato al di sotto della quale non si applicano le regole di unbundling, in modo che le imprese che forniscono ricerca alle PMI possano raggruppare il prezzo della ricerca con quello dei servizi di intermediazione. Un altro cambiamento significativo è l’introduzione di un codice di condotta per supportare la ricerca sponsorizzata dall’emittente, al fine di aumentarne l’affidabilità.

La Commissione intende consentire ai proprietari di società di quotarsi sui mercati Growth dedicati alle PMI utilizzando strutture azionarie a voto multiplo, in modo che possano mantenere un controllo sufficiente della loro società dopo la quotazione, proteggendo nel contempo i diritti di tutti gli altri azionisti. La speranza è che ciò incoraggerà le società a ottenere e rimanere quotate sui mercati dei capitali dell’UE. Viene spiegato che attualmente non tutti gli Stati membri consentono alle società di quotarsi con azioni a voto plurimo, mentre la nuova proposta consentirebbe a tutte le società dell’UE di quotarsi per la prima volta nei mercati Growth per le PMI con tali azioni. L’introduzione di strutture azionarie a voto plurimo sarebbe accompagnata dall’inserimento di presidi a tutela degli interessi degli azionisti di minoranza. Tali salvaguardie impongono a tutti gli Stati membri di garantire che “qualsiasi decisione relativa all’adozione di una struttura azionaria a voto multiplo o alla modifica di tale struttura qualora vi siano ripercussioni sui diritti di voto sia presa a maggioranza qualificata dall’assemblea generale degli azionisti”, si legge nella proposta.

Non è finita. Per quanto riguarda i servizi di compensazione, Bruxelles ha deciso di ridurre la sua dipendenza da Londra, che continua a essere centrale per l’infrastruttura finanziaria europea anche dopo la Brexit. Le misure, anch’esse da presentare prossimamente al Parlamento europeo e al Consiglio, puntano a: aumentare l’attrattiva e la resilienza dei servizi di compensazione dell’UE mediante il sostegno all’autonomia strategica aperta e preservando la stabilità finanziaria dell’UE; armonizzare alcune norme in materia di insolvenza delle imprese in tutta l’UE, rendendole più efficienti e contribuendo a promuovere gli investimenti transfrontalieri; alleggerire, attraverso una nuova normativa sulle quotazioni, l’onere amministrativo che grava sulle imprese di tutte le dimensioni, in particolare sulle PMI, in modo da agevolarne l’accesso al finanziamento sui mercati pubblici tramite la quotazione in borsa. Gli investitori sono stati finora riluttanti a spostare le negoziazioni dalla LCH – operata dal London Stock Exchange Group – verso stanze di compensazione dell’UE molto più piccole. Le misure proposte oggi renderanno il panorama UE della compensazione più attraente consentendo alle controparti centrali (CCP), che forniscono servizi di compensazione, di ampliare la gamma dei loro prodotti in modo più rapido e semplice e incentivando ulteriormente i partecipanti al mercato dell’UE a compensare e creare liquidità presso le CCP dell’UE. La controparte centrale è il soggetto che, in una transazione, si interpone tra due contraenti evitando che questi siano esposti al rischio di inadempienza della propria controparte contrattuale e garantendo il buon fine dell’operazione.

Le proposte sono progettate per incoraggiare più imprese a trasferirsi in stanze di compensazione nell’Europa continentale dalla City di Londra entro giugno 2025, quando scade una deroga temporanea che consente alle sue banche e money manager di compensare le operazioni nel Regno Unito. Finora gli operatori avevano respinto gli inviti volontari a trasferire la compensazione da Londra al Blocco, lasciando all’UE poca scelta se non quella di imporre il trasferimento. “Penso che abbiamo parlato abbastanza con le parti interessate in modo che capiscano cosa stiamo facendo e perché lo stiamo facendo e penso che ci sia meno resistenza rispetto alle prime fasi”, ha commentato Mairead McGuinness, commissaria per la Stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l’Unione dei mercati dei capitali. “Non sottovalutiamo quanto sia grande questo cambiamento” ha aggiunto sottolineando che la mossa non dovrebbe essere considerata come un “tentativo di indebolire” la posizione di Londra, ma mira invece a garantire la stabilità finanziaria del blocco. Inoltre, secondo la commissaria, la proposta “affronterà inoltre le questioni emerse per quanto riguarda la compensazione dei derivati da parte delle imprese del settore energetico alla luce delle attuali sfide che devono fronteggiare”. Ad esempio, grazie alla maggiore trasparenza delle richieste di margini, i partecipanti al mercato (comprese le imprese del settore energetico) si troveranno in una posizione migliore per prevederle, secondo la Commissione UE.

Infine un nuovo attacco alle criptovalute, dopo quelli dei giorni scorsi. “Le cripto-attività sono state dipinte come un fenomeno generazionale che incarnava la promessa di rivoluzionare le nostre modalità di pagamento, di risparmio e di investimento”, ma “sono invece diventate la bolla speculativa di una intera generazione” e “molte di esse non sono altro che una nuova forma di gioco d’azzardo” ha riaffermato Fabio Panetta, Membro del Comitato esecutivo della BCE, dopo le distanze prese da Andrea Enria, presidente del consiglio di vigilanza. Secondo Panetta, le crypto “vanno rapidamente introdotte e attuate norme volte a proteggere i consumatori inconsapevoli dai rischi delle cripto-attività, definire requisiti minimi per la gestione del rischio e il governo societario dei cripto-operatori, ridurre i rischi di contagio e di corse agli sportelli per le stablecoin”. Va anche introdotto un sistema di tassazione delle cripto-attività in funzione dei costi che esse generano per la collettività.

Panetta ha anche sostenuto che “la regolamentazione non basterà a trasformare strumenti intrinsecamente rischiosi in moneta priva di rischio” e “un sistema di finanza digitale stabile richiede intermediari ben vigilati e un mezzo di pagamento digitale privo di rischio”. La conseguenza è la necessità di adozione delle valute digitali delle banche centrali (central bank digital currencies, CBDC), ed è per questo motivo che la BCE ha avviato un progetto relativo all’adozione dell’euro digitale. Nel suo intervento il funzionario della BCE ha anche ricordato che recentemente il mercato delle cripto-attività ha registrato “una serie di fallimenti rovinosi”, con un effetto “cripto-domino” che sta generando ondate di instabilità nell’intero universo delle cripto-attività, con ripercussioni negative sulle stablecoin e sulla finanza decentralizzata (DeFi). “Sia il collasso di TerraUSD, che al momento del crollo era la terza maggiore stablecoin al mondo, sia il recente fallimento di FTX – una delle principali piattaforme di scambio di cripto-attività, con 130 società affiliate – si sono verificati nel giro di pochi giorni – ha detto – Questo non è semplicemente lo scoppio di una bolla. È come schiuma: tante bolle che scoppiano una dopo l’altra”.

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