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domenica 3 Luglio 2022

Ue, Mes propone scudo anti debito da 250 miliardi di euro

Bruxelles – Gli economisti del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) propongono la “riorganizzazione dell’architettura finanziaria” dell’eurozona, ponendo tale strumento “al centro” con la creazione di un fondo di salvataggio da 250 miliardi di debito, uno “scudo contro il debito” per gli Stati membri non responsabili di una crisi. È quanto riferisce il quotidiano “Handelsblatt”, che ha visionato il relativo documento del Mes. Nel testo si legge: “In considerazione dei recenti grandi shock che l’Europa ha subito a causa della pandemia e, più recentemente, della guerra in Ucraina, questo è un contributo tempestivo”.

Allo stesso tempo, “i rischi legati al clima derivanti da eventi meteorologici estremi e la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio influenzeranno inevitabilmente le economie” dell’area dell’euro. Questa proposta è definita dagli autori “esplicitamente” come documento di lavoro, ma ha il sostegno del presidente del Mes, Klaus Regling. Tuttavia, il ministero delle Finanze tedesco critica “altri fondi di salvataggio europei” e il Mes deve “prima riconquistare la fiducia degli Stati membri” dell’eurozona.

Intanto, gli economisti del Mes puntano sul successo della loro proposta per le “nuove condizioni economiche” dell’Ue, con il debito aumentato in maniera significativa a causa della pandemia del coronavirus che riduce le capacità di intervento dei governi contro le crisi. Tale problema riguarda Paesi sia “piccoli”, come Grecia o Portogallo, sia “grandi” come la Francia, la Spagna e “soprattutto” l’Italia. Allo stesso tempo, la politica monetaria della Banca centrale europea (Bce) “non riesce a fungere da stabilizzatore”. Il nuovo fondo di stabilità del Mes intende quindi colmare “una lacuna” nell’architettura finanziaria europea.

L’idea è che i governi contraggano prestiti con tale strumento in caso di crisi, “significativamente più economici per gli Stati che se si indebitassero essi stessi”. L’importo massimo del finanziamento dovrebbe essere pari al 4 per cento del Pil di ciascun Paese membro. Inoltre, il Mes non intende esplicitamente imporre “grandi condizioni sui prestiti”. Tuttavia, l’aiuto non riguarderebbe il salvataggio di Stati che sono entrati in crisi a causa di “cattive politiche”. Il nuovo fondo di salvataggio del Mes dovrebbe, invece, aiutare i Paesi membri che stanno affrontando una crisi “non per colpa loro”, per esempio a causa di una pandemia, di una guerra o del cambiamento climatico.

Gli Stati dell’eurozona dovranno restituire integralmente i prestiti del Mes. Per “Handelsblatt”, non vi è quindi “alcun pericolo” che i governi rinviino le riforme necessarie. “Soprattutto”, i membri dell’area dell’euro “non devono spendere un centesimo dei loro bilanci per il nuovo fondo di stabilità, a patto che sia agganciato al Mes”. Il Meccanismo europeo di stabilità potrebbe, infatti, equipaggiare il nuovo strumento contro il debito con risorse esistenti.

Il Mes auspica inoltre che il nuovo aiuto porrà fine allo “stigma politico di cui soffre” a causa delle condizioni “troppo rigide” a cui ha vincolato i propri aiuti durante la crisi dell’euro. Intanto, fonti del governo tedesco affermano che, “se apre il dibattito su un programma enorme senza che gli venga chiesto, il Mes alimenta i dubbi sulla stabilità all’interno dell’Eurozona, e questa è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno al momento”.

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