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lunedì, Settembre 20, 2021

UBP: azionario globale, le novità dopo una forte stagione degli utili

Il movimento dei prezzi è stato particolarmente irregolare a luglio, con nuove preoccupazioni sulle varianti del Covid e un inasprimento regolamentare in Cina. Tuttavia, i solidi risultati registrati nel secondo trimestre hanno fornito un supporto fondamentale per i mercati statunitensi ed europei. Di questo parla Norman Villamin, Chief Investment Officer Wealth Management di Union Bancaire Privée (UBP) nel suo commento.

“I risultati delle aziende sono stati rassicuranti su entrambe le sponde dell’Atlantico. Non solo i ricavi hanno toccato livelli ben al di sopra delle aspettative, come previsto dagli strategist, ma la maggior parte delle aziende ha rivisto al rialzo la guidance per i prossimi trimestri in diversi settori.

Dopo le prime settimane di diffusione delle trimestrali, l’88% delle aziende statunitensi che hanno comunicato i propri risultati hanno superato sia le stime per gli utili che quelle dei ricavi. Novità positive anche per gli utili, che hanno fatto registrare oltre il 22% delle stime iniziali del secondo trimestre: di conseguenza gli utili del secondo trimestre dovrebbero superare il 72% anno su anno e raggiungere l’80% anno su anno. 

Negli Stati Uniti, le stime per il 2021 probabilmente miglioreranno ancora, e potrebbero superare il 40% anno su anno dopo la fine della stagione delle trimestrali, grazie a risultati solidi e a commenti sul piano corporate particolarmente ottimisti a livello globale. Le stime di EPS dovrebbero continuare a salire nei prossimi trimestri e si potrebbero vedere ulteriori revisioni mensili al rialzo.

Novità positive sono arrivate da settori ciclici come le banche statunitensi, mentre i titoli IT hanno raggiunto buoni risultati a livello globale; tuttavia, i titoli dell’e-commerce, come Amazon e Facebook, hanno messo in guardia sul rallentamento delle entrate in futuro dopo il boom dello shopping online durante i lockdown. In Europa la stagione degli utili ha inoltre portato sorprese positive, nonostante l’inizio precoce; il 69% delle aziende che hanno reso pubblici i propri risultati ha già battuto le aspettative; in termini di settori, sono emerse sorprese dalle banche ai ciclici; anche auto, beni di lusso, energia e minerari hanno sorpreso, e i prezzi delle loro azioni ne hanno beneficiato. In Europa, il rimbalzo dell’attività dovrebbe portare a un forte aumento dell’EPS, pari al 115% anno su anno, e il ritmo di crescita del 2021 dovrebbe essere rivisto al rialzo e avvicinarsi al 50% anno su anno.

Il ritmo dei buyback azionari ha accelerato e dovrebbe raggiungere livelli elevati. Negli Stati Uniti, dovrebbe superare i livelli del 2019 e potrebbe avvicinarsi ai massimi del 2018 di $940 miliardi: ciò dovrebbe sostenere le valutazioni nonostante nei prossimi trimestri ci si aspetti un contesto economico più volatile.

Dopo i solidi risultati del secondo semestre e le revisioni al rialzo per la crescita dell’EPS del 2021, nel 2022 tale slancio dovrebbe attenuarsi; il consensus sulle stime è già stato rivisto leggermente al ribasso, dal 12% al 10% anno su anno”.

Il movimento dei prezzi è stato particolarmente irregolare a luglio, con nuove preoccupazioni sulle varianti del Covid e un inasprimento regolamentare in Cina. Tuttavia, i solidi risultati registrati nel secondo trimestre hanno fornito un supporto fondamentale per i mercati statunitensi ed europei. Di questo parla Norman Villamin, Chief Investment Officer Wealth Management di Union Bancaire Privée (UBP) nel suo commento.

“I risultati delle aziende sono stati rassicuranti su entrambe le sponde dell’Atlantico. Non solo i ricavi hanno toccato livelli ben al di sopra delle aspettative, come previsto dagli strategist, ma la maggior parte delle aziende ha rivisto al rialzo la guidance per i prossimi trimestri in diversi settori.

Dopo le prime settimane di diffusione delle trimestrali, l’88% delle aziende statunitensi che hanno comunicato i propri risultati hanno superato sia le stime per gli utili che quelle dei ricavi. Novità positive anche per gli utili, che hanno fatto registrare oltre il 22% delle stime iniziali del secondo trimestre: di conseguenza gli utili del secondo trimestre dovrebbero superare il 72% anno su anno e raggiungere l’80% anno su anno. 

Negli Stati Uniti, le stime per il 2021 probabilmente miglioreranno ancora, e potrebbero superare il 40% anno su anno dopo la fine della stagione delle trimestrali, grazie a risultati solidi e a commenti sul piano corporate particolarmente ottimisti a livello globale. Le stime di EPS dovrebbero continuare a salire nei prossimi trimestri e si potrebbero vedere ulteriori revisioni mensili al rialzo.

Novità positive sono arrivate da settori ciclici come le banche statunitensi, mentre i titoli IT hanno raggiunto buoni risultati a livello globale; tuttavia, i titoli dell’e-commerce, come Amazon e Facebook, hanno messo in guardia sul rallentamento delle entrate in futuro dopo il boom dello shopping online durante i lockdown. In Europa la stagione degli utili ha inoltre portato sorprese positive, nonostante l’inizio precoce; il 69% delle aziende che hanno reso pubblici i propri risultati ha già battuto le aspettative; in termini di settori, sono emerse sorprese dalle banche ai ciclici; anche auto, beni di lusso, energia e minerari hanno sorpreso, e i prezzi delle loro azioni ne hanno beneficiato. In Europa, il rimbalzo dell’attività dovrebbe portare a un forte aumento dell’EPS, pari al 115% anno su anno, e il ritmo di crescita del 2021 dovrebbe essere rivisto al rialzo e avvicinarsi al 50% anno su anno.

Il ritmo dei buyback azionari ha accelerato e dovrebbe raggiungere livelli elevati. Negli Stati Uniti, dovrebbe superare i livelli del 2019 e potrebbe avvicinarsi ai massimi del 2018 di $940 miliardi: ciò dovrebbe sostenere le valutazioni nonostante nei prossimi trimestri ci si aspetti un contesto economico più volatile.

Dopo i solidi risultati del secondo semestre e le revisioni al rialzo per la crescita dell’EPS del 2021, nel 2022 tale slancio dovrebbe attenuarsi; il consensus sulle stime è già stato rivisto leggermente al ribasso, dal 12% al 10% anno su anno”.

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