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giovedì 30 Giugno 2022

Twitter-Musk, prove sugli account fake o salta tutto

New York – L’acquisizione di Twitter non può procedere fino a che la società che cinguetta non chiarirà il numero reale degli account spam e falsi. Le parole di Elon Musk non lasciano adito a dubbi e gettano un’ombra sul futuro dell’operazione da 44 miliardi di dollari. Dopo aver sospeso l’accordo la scorsa settimana in attesa di informazioni sugli account fake, che Twitter stima in meno del 5% degli utenti totali, il patron di Tesla spiega di non aver ricevuto indicazioni al riguardo. Anzi di essersi scontrato con il rifiuto della società di offrire prove.

Di fronte a quella che ha ritenuto una riposta vaga dell’amministratore delegato di Twitter Parag Agrawal, secondo il quale una stima dall’esterno è impossibile in quanto richiede informazioni pubbliche e private che non possono essere condivise, l’ira di Musk non si è fatta attendere. I dati sugli account spam “sono fondamentali per la salute finanziaria” della società. Poi non contento ha aggiunto che, a suo parere, gli account falsi possono essere addirittura il 20%.

Lo scontro sugli account falsi è considerato da alcuni una modalità di Musk per cercare di spuntare un prezzo di acquisto migliore. Un’ipotesi che lo stesso patron di Tesla non ha escluso, ma di cui Twitter non vuole sentir parlare. “Siamo impegnati a completare la transazione al prezzo e alle condizioni stabilite appena possibile”, dice in modo secco diffondendo anche una sorta di cronologia su come l’accordo è stato raggiunto fra le parti. Dai documenti depositati alla Sec (l’ente statunitense preposto alla alla vigilanza della borsa, ndr.), emerge che Musk ha discusso il delisting con il consiglio di amministrazione di Twitter più di una settimana prima che svelasse la sua quota del 9,2% nella società.

I primi contatti risalgono al 26 marzo, con il patron di Tesla che ha sentito Jack Dorsey e l’altro membro del board Egon Durban. Una discussione che ha portato a un incontro il giorno successivo per valutare l’ingresso di Musk nel consiglio di amministrazione di Twitter, durante il quale il miliardario visionario aveva spiegato di valutare un delisting di Twitter o creare un social rivale. Una settimana dopo, il 4 aprile, Musk ha svelato la sua partecipazione del 9,2% nella società. Il 9 aprile ha poi rifiutato un posto nel consiglio di amministrazione e annunciato di voler procedere con l’acquisto della società. I documenti, un totale di 235 pagine, non fanno alcun riferimento a un dibattito sugli account spam e falsi, divenuti ora un motivo di scontro che rischia di far naufragare l’accordo.

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