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sabato 28 Maggio 2022

Terna, indicatori in crescita: “Difficile stop gas russo, puntare su rinnovabili”

Milano – Il Consiglio di Amministrazione di Terna S.p.A. riunitosi oggi sotto la presidenza di Valentina Bosetti, ha esaminato e approvato i risultati al 31 dicembre 2021. Il 2021 è stato un anno ancora segnato dal perdurare della pandemia e da un contesto economico internazionale incerto. In questo scenario, che ha visto comunque una ripresa dei consumi elettrici italiani, in crescita del 5,6% rispetto al 2020, e un sostanziale ritorno ai livelli pre-Covid del 2019, Terna ha registrato un miglioramento di tutti gli indicatori economico-finanziari.

I ricavi del 2021, pari a 2,604 miliardi di euro, registrano un aumento del 4,6%) rispetto al 2020. L’Ebitda del 2021 si attesta a 1,85 miliardi (+2,4%) e l’utile netto di Gruppo dell’esercizio è pari a 789,4 milioni, in crescita di 3,9 milioni di euro (+0,5%) rispetto ai 785,5 milioni del 2020. Gli investimenti complessivi effettuati dal Gruppo Terna nell’esercizio sono stati pari a 1,52 miliardi, in crescita del 12,6% rispetto al 2020. Al fine di ridurre ulteriormente il profilo di rischio del Gruppo, si legge nel comunicato, Terna ha valutato l’opportunità di avviare un processo di valorizzazione delle attività in Sud America, con l’obiettivo di cessione fino al 100% del proprio portafoglio LatAm. Il cda proporrà all’assemblea di un dividendo complessivo per l’esercizio 2021 29,11 centesimi di euro per azione – di cui già 9,82 cent pagati in acconto – e 19,29 centesimi di euro per azione, da mettere in pagamento dal 22 giugno 2022 con stacco il 20 giugno. La situazione patrimoniale consolidata di Terna registra un patrimonio netto di Gruppo pari a 4,681 miliardi. Per finanziare l’accelerazione degli investimenti, l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2021 si è attestato a 10,002 miliardi, rispetto ai 9,172 miliardi di fine 2020.

Fra i principali eventi Terna ricorda l’avvio dell’iter autorizzativo per la tratta Campania-Sicilia del Tyrrhenian Link, il progetto che prevede il collegamento fra le due isole maggiori e il continente con un investimento complessivo di 3,7 miliardi. Relativamente all’Adriatic Link, il nuovo collegamento sottomarino fra Marche e Abruzzo, Terna sta per concludere la consultazione pubblica. Quanto all’evoluzione prevedibile della gestione, nel corso del 2022, in presenza di uno scenario pandemico previsto in miglioramento rispetto ai primi mesi dell’anno, il Gruppo continuerà ad essere focalizzato nella realizzazione di quanto previsto nel Piano Industriale 2021-2025 che conferma e rafforza il ruolo di Terna come regista del sistema energetico italiano e abilitatore della transizione ecologica. Il recente conflitto tra Russia e Ucraina e le conseguenti tensioni nei mercati delle commodities rischiano tuttavia di provocare effetti negativi nel percorso di generale ripresa. “Nel corso del 2021 è proseguita la forte accelerazione dei nostri investimenti, con l’obiettivo di abilitare e favorire sempre di più lo sviluppo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili: l’attuale contesto internazionale dimostra con ancor maggior forza come l’Italia debba puntare con decisione su quei combustibili di cui il nostro Paese è ricco come pochi al mondo, sole e vento”, ha dichiarato Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna.

Per quanto riguarda invece la situazione energetica italiana
“Andiamo incontro alla buona stagione – ha affermato il Ceo di Terna, Stefano Donnarumma, nel corso della conference call con gli analisti – in queste ore anche Snam ha assicurato che le scorte di gas sono sufficienti per ora, le criticità eventualmente potrebbero essere per il prossimo inverno ma nel frattempo noi andiamo ad accumulare gas. Al momento il flusso è regolare. Nel frattempo governo e istituzioni ci hanno chiesto di analizzare la situazione delle forniture per verificare dove si può potenziare il flusso e stiamo aiutando governo e istituzioni ad elaborare le regole per autorizzare più velocemente nuove installazioni rinnovabili. Dobbiamo riempire il gap, stiamo accelerando per 40-50 Gw in Italia”. “E’ difficile immaginare uno stop delle forniture del gas russo in questo momento e non sta avvenendo – ha aggiunto -. Se dovesse avvenire possiamo aumentare le importazioni di energia da altri paesi – il nostro governo sta lavorando su questo fronte -, utilizzare il carbone, aumentare le rinnovabili”.

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