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lunedì 5 Dicembre 2022

Tassi, la Bce prende le distanze dal ritmo della Fed: prezzi stabili, con politiche meno aggressive

Milano – “Dobbiamo essere attenti alle potenziali ricadute” derivanti dalla politica della Fed. Dopo il nuovo rialzo dei tassi deciso dalla banca centrale americana, Christine Lagarde, presidente della Bce, ha invitato a prestare attenzione agli effetti di queste decisioni che influenzano i mercati globali. “Siamo influenzati dalle conseguenze, in particolare attraverso i mercati finanziari e, in misura minore, anche attraverso il commercio perché è chiaro che il tasso di cambio è importante e deve essere preso in considerazione quando mettiamo a punto le nostre proiezioni sull’inflazione” ha detto all’indomani della nuova stretta di Powell. Ma allo stesso tempo, ha avvertito, “non siamo uguali e non possiamo andare avanti allo stesso ritmo o con la stessa diagnosi delle nostre economie”.

“Strategie monetarie eccessivamente aggressive potrebbero generare effetti indesiderati, conseguendo risultati modesti sul fronte dei prezzi e, al tempo stesso, accrescendo il rischio di innalzare ulteriormente la volatilità dei mercati e di comprimere l’attività economica ben al di là di quanto necessario per stabilizzare l’inflazione nel medio periodo – ha aggiunto Fabio Panetta, membro del Comitato esecutivo della Bce -. Le prospettive dell’inflazione nel medio termine presentano rischi elevati al rialzo, in un quadro generale caratterizzato da un grado molto elevato di incertezza circa le prospettive dell’economia”. Per Panetta “la politica monetaria dovrà procedere in una direzione ben chiara, effettuando ulteriori aumenti dei tassi ufficiali al fine di preservare l’ancoraggio delle aspettative di inflazione e scongiurare l’avvio di una spirale prezzi-salari”.

Ma “la calibrazione delle misure di politica monetaria – ossia la dimensione e la velocità degli interventi di normalizzazione – dovrà però evitare di ispirarsi a una visione unilaterale dei rischi, mantenendo la propria enfasi sulle prospettive dell’inflazione nel medio termine”. Per questo motivo, ritiene che la Bce debba ricondurre l’inflazione al suo obiettivo del 2 per cento in tempi brevi, “ma realistici”. Secondo Panetta, “individuare la calibrazione ottimale della politica monetaria rappresenta oggi un compito particolarmente arduo. Esso richiede di valutare con attenzione la capacità di tenuta dell’economia europea e gli effetti della stretta monetaria in atto a livello globale, nonché i rischi che possono provenire dal sistema finanziario globale”.

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