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sabato 1 Ottobre 2022

Tassi, Borse sotto scacco della Fed: verso un doppio rialzo di altri 75 punti

Milano – E’ ancora una volta l’argomento tassi di interesse a catalizzare l’attenzione degli investitori e dei mercati finanziari di tutto il mondo in questa settimana. L’appuntamento è di quelli imperdibili, il consueto meeting del Fomc, il Federal Open Market Committee della Federal Reserve americana, la due giorni di riunione fissata per oggi e domani, 20 e 21 settembre, che darà le consuete indicazioni di politica monetaria. Si tratta della prima riunione dopo l’estate, la sesta dell’anno. Insieme ai tassi i mercati guarderanno agli ultimi sviluppi della campagna elettorale in Italia, in attesa del voto il 25 settembre.

La Fed agirà in base soprattutto al dato dell’inflazione comunicato la scorsa settimana, un dato non positivo: i prezzi al consumo negli Stati Uniti ad agosto sono sì scesi all’8,3% dall’8,5% di luglio, ma meno di quanto si attendessero gli analisti che scommettevano su una crescita limitata all’8,1%. Si tratta comunque della seconda diminuzione consecutiva oltre a essere la lettura più bassa in 4 mesi. L’inflazione core, che esclude le componenti volatili dei prodotti alimentari e dell’energia, è cresciuta dello 0,6% ad agosto, dopo essere salita dello 0,3% a luglio.

Proprio l’aumento dei prezzi core del 6,3% in agosto su base annua potrebbe spingere la Fed a continuare a muoversi in una direzione ‘falco’ nei prossimi mesi. Per la riunione di mercoledì l’attesa di tutti è per un rialzo di 75 punti base dei tassi, al 3,25% dal 2,5% attuale, che potrebbe preludere a un ulteriore rialzo di 75 punti a novembre. Considerando che a dicembre è prevista l’ultima riunione dell’anno, ciò potrebbe portare a un aumento cumulativo dei tassi di 200 punti base. La Fed fornirà inoltre le proiezioni economiche e il presidente Jerome Powell terrà la consueta conferenza stampa.

Pure la Bce, dopo aver alzato i tassi dello 0,75% a inizio settembre, potrebbe procedere su questa linea. La scorsa settimana la presidente di Eurotower Christine Lagarde ha sottolineato che la stabilità dei prezzi è prioritaria rispetto alla crescita. Mentre il capo economista, Philip Lane, ha spiegato che la Bce potrebbe alzare nuovamente i tassi fino all’anno prossimo. Non sarà solo la Fed però tra le banche centrali a riunirsi per stabilire la politica monetaria. Il giorno successivo, giovedì 22, sono in calendario anche i meeting della Banca del Giappone e della Banca d’Inghilterra. Quest’ultima è attesa a un ritocco di 50 punti base, dall’1,75% al 2,25%, che si aggiunge agli altri 50 punti stabiliti ad agosto.

La Boj invece potrebbe decidere di agire, mantenendo i tassi fermi al -0,10% attuale, tuttavia si dovrà fare attenzione al dato sull’inflazione di agosto. Il meeting sarà anche un test sulla la capacità della banca centrale e del nuovo governo britannico di gestire una situazione che vede i livelli più alti tra quelli dei Paesi più ricchi coniugato con il rischio recessione. Anche la Banca centrale del Giappone si riunirà questa settimana ma non sono attesi cambiamenti alla politica monetaria storicamente accomodante rispetto alla crescita dell’inflazione.

Mentre la banca centrale cinese la scorsa settimana ha tagliato i tassi sulle operazioni a 14 giorni e intensificato le iniezioni di liquidità per far fronte alla maggiore domanda. Sul fronte materie, da capire se l’andamento al ribasso verrà confermato nei prossimi giorni in un un quadro di generale mitigazione dei prezzi: intanto il ministro Cingolani si è detto ottimista per l’instaurazione di un regime di price cap entro la fine del mese.

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