5.1 C
Milano
sabato 26 Novembre 2022

Taiwan, crisi militare costerebbe 2.600 miliardi di dollari all’economia globale

Milano – Lo scoppio di una crisi militare nello Stretto di Taiwan potrebbe innescare una serie di sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti, dei Paesi europei e del Giappone a carico della Cina, che però si rivelerebbero un’arma a doppio taglio, causando danni all’economia mondiale per oltre 2.600 miliardi di dollari. Lo scrive il quotidiano “Nikkei”, secondo cui tale terrorizzante scenario economico emerge da un rapporto presentato al Consiglio di Stato della Cina lo scorso aprile. Il rapporto analizza cosa accadrebbe se Usa, Europa e Giappone imponessero alla Cina sanzioni analoghe a quelle varate nei confronti della Russia a seguito dell’invasione dell’Ucraina. Il rapporto presentato ai vertici politici cinesi afferma che “Se gli Usa e i loro alleati si attivassero per varare sanzioni, il nostro Paese tornerebbe a un’economia pianificata chiusa al mondo”.

“Nikkei” ha utilizzato il rapporto del Consiglio di Stato cinese e i dati relativi ai flussi commerciali mondiali dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) per stimare gli effetti di un blocco degli scambi tra la Cina e le altre maggiori economie globali in caso di conflitto a Taiwan. Secondo le stime, il conflitto “farebbe evaporare 2.610 miliardi di dollari”, pari a circa il tre per cento del prodotto interno lordo mondiale. “Nikkei” ricorda che il prodotto interno lordo della Cina è dieci volte superiore a quello della Russia, e che l’economia cinese è assai più interconnessa di quella russa alla molteplicità dei soggetti economici istituzionali e privati mondiali.

Latest News