14.9 C
Milano
martedì, Settembre 21, 2021

T. Rowe Price: BCE, attese novità sul wording del QE nel prossimo meeting

Il prossimo 9 settembre la BCE annuncerà le sue decisioni di politica monetaria e pubblicherà le previsioni economiche. 

Alcuni interventi degli scorsi giorni hanno fatto cambiare l’opinione di Tomasz Wieladek, International Economist di T. Rowe Price (di cui riportiamo il commento) in merito a quanto potrà succedere in questa riunione. 

Le previsioni di crescita e inflazione saranno riviste al rialzo per il 2021, sebbene la BCE continuerà a trascurare l’inflazione. Ad agosto l’euro si è deprezzato e i rendimenti dei Bund si sono mantenuti attorno ai -50 punti base per lungo tempo. Di conseguenza le condizioni finanziarie sono molto più favorevoli rispetto all’ultimo meeting della BCE. In un discorso recente, il Capo Economista Philip Lane ha puntualizzato che l’Eurotower si concentra sulle condizioni di finanziamento (per esempio le variabili di outcome), piuttosto che sul ritmo specifico del PEPP. Il Governatore della Banca centrale francese, Villeroy de Galhau, ha alluso ad un possibile rallentamento degli acquisti del PEPP nel quarto trimestre. Anche il Governatore austriaco Holzman, un falco, si è espresso favorevolmente per questa soluzione. In base alle recenti dichiarazioni dei policy maker, le possibilità che a questo meeting venga annunciata una riduzione nel ritmo di acquisti del PEPP sono superiori al 60%. Questo in parte è già stato prezzato.

I resoconti del meeting di luglio suggerivano che la BCE avrebbe separato la forward guidance sui tassi d’interesse da quella sul QE. Alcuni membri del Consiglio Direttivo in disaccordo con tale forward guidance, tra cui il Governatore della Banca centrale belga, Pierre Wunsch, hanno esplicitamente detto che hanno votato contro, in quanto non vogliono assistere ad un decennio di QE solo perché l’inflazione è inferiore al 2%. L’attuale indicazione sul programma di acquisto asset (APP) prevedere che finirà poco prima che si comincino ad alzare i tassi d’interesse chiave della BCE. Dai resoconti della riunione del Consiglio direttivo di luglio, sembra che diversi membri fossero preoccupati sulle implicazioni che la forward guidance sui tassi potrebbe avere per il QE. Temevano che nell’attuale formulazione fosse implicito che la durata del QE coinciderebbe con quella dei bassi tassi d’interesse, come effettivamente è. Hanno concordato di discutere la forward guidance sul QE nella riunione successiva. Per questo a settembre si potrebbe assistere a un cambiamento nel wording sul QE. Anche questo aspetto sarà stato prezzato?

Il Capo Economista Lane ci ha detto che vede il programma PEPP come un’assicurazione contro il rischio di ribasso. Ciò significa che il programma proseguirà finché permarrà tale rischio a causa della pandemia. Il che non necessita per forza di una grande ondata di Covid nell’Eurozona, ma anche solo di un rallentamento dovuto al virus che dagli USA o dalla Cina si trasmetta all’area euro. Considerato che è probabile che questi rischi persistano ora che entriamo nella stagione invernale, la mia opinione resta che la BCE aumenterà la portata del PEPP nella riunione di dicembre. Se così non dovesse essere, in quella stessa riunione aumenteranno l’APP. Un crollo nell’acquisto di titoli è improbabile.

Il prossimo 9 settembre la BCE annuncerà le sue decisioni di politica monetaria e pubblicherà le previsioni economiche. 

Alcuni interventi degli scorsi giorni hanno fatto cambiare l’opinione di Tomasz Wieladek, International Economist di T. Rowe Price (di cui riportiamo il commento) in merito a quanto potrà succedere in questa riunione. 

Le previsioni di crescita e inflazione saranno riviste al rialzo per il 2021, sebbene la BCE continuerà a trascurare l’inflazione. Ad agosto l’euro si è deprezzato e i rendimenti dei Bund si sono mantenuti attorno ai -50 punti base per lungo tempo. Di conseguenza le condizioni finanziarie sono molto più favorevoli rispetto all’ultimo meeting della BCE. In un discorso recente, il Capo Economista Philip Lane ha puntualizzato che l’Eurotower si concentra sulle condizioni di finanziamento (per esempio le variabili di outcome), piuttosto che sul ritmo specifico del PEPP. Il Governatore della Banca centrale francese, Villeroy de Galhau, ha alluso ad un possibile rallentamento degli acquisti del PEPP nel quarto trimestre. Anche il Governatore austriaco Holzman, un falco, si è espresso favorevolmente per questa soluzione. In base alle recenti dichiarazioni dei policy maker, le possibilità che a questo meeting venga annunciata una riduzione nel ritmo di acquisti del PEPP sono superiori al 60%. Questo in parte è già stato prezzato.

I resoconti del meeting di luglio suggerivano che la BCE avrebbe separato la forward guidance sui tassi d’interesse da quella sul QE. Alcuni membri del Consiglio Direttivo in disaccordo con tale forward guidance, tra cui il Governatore della Banca centrale belga, Pierre Wunsch, hanno esplicitamente detto che hanno votato contro, in quanto non vogliono assistere ad un decennio di QE solo perché l’inflazione è inferiore al 2%. L’attuale indicazione sul programma di acquisto asset (APP) prevedere che finirà poco prima che si comincino ad alzare i tassi d’interesse chiave della BCE. Dai resoconti della riunione del Consiglio direttivo di luglio, sembra che diversi membri fossero preoccupati sulle implicazioni che la forward guidance sui tassi potrebbe avere per il QE. Temevano che nell’attuale formulazione fosse implicito che la durata del QE coinciderebbe con quella dei bassi tassi d’interesse, come effettivamente è. Hanno concordato di discutere la forward guidance sul QE nella riunione successiva. Per questo a settembre si potrebbe assistere a un cambiamento nel wording sul QE. Anche questo aspetto sarà stato prezzato?

Il Capo Economista Lane ci ha detto che vede il programma PEPP come un’assicurazione contro il rischio di ribasso. Ciò significa che il programma proseguirà finché permarrà tale rischio a causa della pandemia. Il che non necessita per forza di una grande ondata di Covid nell’Eurozona, ma anche solo di un rallentamento dovuto al virus che dagli USA o dalla Cina si trasmetta all’area euro. Considerato che è probabile che questi rischi persistano ora che entriamo nella stagione invernale, la mia opinione resta che la BCE aumenterà la portata del PEPP nella riunione di dicembre. Se così non dovesse essere, in quella stessa riunione aumenteranno l’APP. Un crollo nell’acquisto di titoli è improbabile.

Latest News

I più letti