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martedì, Settembre 21, 2021

Stress test Eba, banche UE promosse. Mps la peggiore, Credem in vetta in Italia

L’Autorità bancaria europea (EBA) ha pubblicato lo scorso venerdì i risultati dello stress test 2021 a livello di UE, che ha coinvolto 50 banche di 15 paesi dell’UE e del SEE, coprendo il 70% delle attività del settore bancario dell’UE.

Da quanto emerge le banche sono state tutte promosse, anche se le italiane si posizionano poco sotto la media europea, con Mps che registra il peggior risultato tra le 50 banche sottoposte all’esame, con il Cet1 al 2023 a -0,1%.

Secondo i risultati, in uno “scenario molto avverso” le maggiori banche europee perderebbero 265 miliardi di capitale e vedrebbero l’esposizione al rischio accrescere fino a 868 miliardi, ma, ciò nonostante, riuscirebbero a mantenere complessivamente un coefficiente patrimoniale prudenziale (Cet1) superiore al 10%.

Tra i principali gruppi bancari nazionali, Credem è stato nuovamente confermato dalla Banca Centrale Europea tra gli istituti più solidi a livello continentale. Nel dettaglio solo Credem presenta un impatto sui coefficienti patrimoniali di solidità, derivante da un potenziale scenario economico prospettico fortemente negativo, inferiore ai 300 bps. Questo risultato colloca il Gruppo tra le migliori 5 banche dell’esercizio condotto dalla Banca Centrale Europea e tra le migliori 16 banche all’interno dei 101 maggiori istituti creditizi europei coinvolti dall’Autorità Bancaria Europea (EBA) e dalla Banca Centrale Europea (BCE).

Intesa Sanpaolo supera lo stress test dell’Eba con un calo del coefficiente patrimoniale Cet1 “fully loaded” sostanzialmente in linea con la media generale: dal 14,04% di fine 2020, al 10,06% del 2021, al 9,66% del 2022 e al 9,38% del 2023.

Per UniCredit, in caso di scenario avverso si avrà nel 2023 un CET1r fully loaded al 9,22%, 592pb in meno rispetto al CET1r fully loaded a fine dicembre 2020 e un CET1r transitional al 9,59%, 637pb in meno rispetto al CET1r transitional a fine dicembre 2020. Il CET1r fully loaded di UniCredit al secondo trimestre 2021 è pari al 15,50% (CET1r transitional al 16,11%).

Peggiore il risultato di Banco Bpm: il Cet1 dell’istituto scenderebbe dal 13,23% di fine 2020 al 7,01% di fine 2023.

L’Autorità bancaria europea (EBA) ha pubblicato lo scorso venerdì i risultati dello stress test 2021 a livello di UE, che ha coinvolto 50 banche di 15 paesi dell’UE e del SEE, coprendo il 70% delle attività del settore bancario dell’UE.

Da quanto emerge le banche sono state tutte promosse, anche se le italiane si posizionano poco sotto la media europea, con Mps che registra il peggior risultato tra le 50 banche sottoposte all’esame, con il Cet1 al 2023 a -0,1%.

Secondo i risultati, in uno “scenario molto avverso” le maggiori banche europee perderebbero 265 miliardi di capitale e vedrebbero l’esposizione al rischio accrescere fino a 868 miliardi, ma, ciò nonostante, riuscirebbero a mantenere complessivamente un coefficiente patrimoniale prudenziale (Cet1) superiore al 10%.

Tra i principali gruppi bancari nazionali, Credem è stato nuovamente confermato dalla Banca Centrale Europea tra gli istituti più solidi a livello continentale. Nel dettaglio solo Credem presenta un impatto sui coefficienti patrimoniali di solidità, derivante da un potenziale scenario economico prospettico fortemente negativo, inferiore ai 300 bps. Questo risultato colloca il Gruppo tra le migliori 5 banche dell’esercizio condotto dalla Banca Centrale Europea e tra le migliori 16 banche all’interno dei 101 maggiori istituti creditizi europei coinvolti dall’Autorità Bancaria Europea (EBA) e dalla Banca Centrale Europea (BCE).

Intesa Sanpaolo supera lo stress test dell’Eba con un calo del coefficiente patrimoniale Cet1 “fully loaded” sostanzialmente in linea con la media generale: dal 14,04% di fine 2020, al 10,06% del 2021, al 9,66% del 2022 e al 9,38% del 2023.

Per UniCredit, in caso di scenario avverso si avrà nel 2023 un CET1r fully loaded al 9,22%, 592pb in meno rispetto al CET1r fully loaded a fine dicembre 2020 e un CET1r transitional al 9,59%, 637pb in meno rispetto al CET1r transitional a fine dicembre 2020. Il CET1r fully loaded di UniCredit al secondo trimestre 2021 è pari al 15,50% (CET1r transitional al 16,11%).

Peggiore il risultato di Banco Bpm: il Cet1 dell’istituto scenderebbe dal 13,23% di fine 2020 al 7,01% di fine 2023.

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