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lunedì 5 Dicembre 2022

Stellantis, Ferrari, Iveco, Cnh: gli incontri con sindacati riprendono a metà novembre

Torino – Si è concluso ieri il primo incontro, a Torino, tra i rappresentanti dei sindacati e quelli di Stellantis, CNH Industrial, Ferrari e Iveco per avviare le trattative su rinnovo contrattuale e aumenti salariali. Il contratto collettivo specifico di lavoro (CCSL), nato nel 2010 come contratto Fiat, è stato rinnovato tre volte ed è ora in scadenza a fine 2022. Quello in corso, il cui tema centrale è l’adeguamento dei salari all’inflazione, è il primo dopo la nascita di Stellantis e dopo la separazione di CNH Industrial e Iveco Group. In mattinata c’è stato l’incontro con Fim-Cisl, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcfr, mentre nel pomeriggio è previsto l’incontro con la Fiom. La delegazione di Stellantis è stata guidata da Giuseppe Manca, responsabile delle Risorse Umane Italia, quella di CNH Industrial e Iveco Group da Vincenzo Retus, quella di Ferrari dal responsabile delle Relazioni Industriali Andrea Girotti. Per i sindacati sono stati presenti i segretari generali e i responsabili dell’automotive.

“Per i lavoratori di CNHI, Ferrari, Iveco e Stellantis nel rinnovo del CCSL chiediamo innanzitutto la piena salvaguardia del potere di acquisto, ma anche condizioni di lavoro migliori e relazioni industriali pienamente improntate al dialogo”, hanno detto Rocco Palombella, segretario generale Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto. “Le Direzioni aziendali in risposta alla nostra esposizione della piattaforma – hanno aggiunto – hanno sottolineato la difficoltà del momento, determinata innanzitutto dalla aggressività della strada scelta dalla politica europea per la transizione energetica, e hanno puntualizzato la necessità di contenere i costi, in aumento sul versante degli approvvigionamenti energetici, finanziari e delle materie prime, giudicando di conseguenza pesanti le nostre rivendicazioni”.

Dal canto loro, le aziende hanno rimarcato la necessità di contenere i costi, in aumento sul versante degli approvvigionamenti energetici, finanziari e delle materie prime. “Sarà una trattativa complessa, che bisogna affrontare con senso di responsabilità e molta attenzione ai costi globali che gravano sulle aziende – i costi dell’energia, delle materie prime, del denaro – ferma restando l’assoluta disponibilità a un pragmatico confronto su come dare la giusta risposta all’attesa dei lavoratori per minimizzare gli impatti negativi dell’inflazione sui loro salari”, ha commentato Vincenzo Retus, in rappresentanza di Iveco Group e CNH Industrial. “Con il contesto nazionale e internazionale che stiamo vivendo, ricco di difficoltà e di sfide, abbiamo un motivo in più per trovare insieme le soluzioni che possano proteggere in modo adeguato gli interessi dei lavoratori e dell’azienda”, ha afferma Giuseppe Manca, in rappresentanza di Stellantis, aggiungendo di considerare il nuovo contratto in discussione con i sindacati “uno strumento di valore per il raggiungimento dei risultati in termini di competitività delle realtà Stellantis in Italia”.

La piattaforma – spiegano i sindacati – ha al centro la richiesta di tutelare il potere d’acquisto dei salari dei lavoratori, ma punta anche a migliorare altri aspetti economici e normativi del contratto. Su queste basi hanno richiesto un aumento dell’8,4% nel 2023, del 4,5% nel 2024 e del 2,5% nel 2025. I colloqui per i nuovi contratti nelle quattro fabbriche riguardano quasi 70.000 lavoratori in Italia, due terzi dei quali dell’ex Fiat-Chrysler, che l’anno scorso si è fusa con la francese PSA per creare Stellantis. “Oggi inizia il primo grande negoziato in epoca di inflazione alta – commenta il segretario generale Fismic Confsal, Roberto Di Maulo – e il recupero del potere d’acquisto dei lavoratori è una priorità che deve essere raggiunta anche attraverso una negoziazione intelligente che sfrutti al massimo l’obiettivo di salvaguardare le retribuzioni dei lavoratori al netto della tassazione e della contribuzione. I lavoratori da questo rinnovo del CCSL si aspettano anche delle certezze sul loro futuro occupazionale, e per questo la discussione sulla parte normativa è particolarmente importante”. Secondo quanto reso noto dai sindacati, i prossimi incontri si terranno a Torino i giorni 15, 21 e 22 novembre, 5, 6, 12 e 13 dicembre.

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