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sabato 26 Novembre 2022

Spazio, missione Artemis in rampa di lancio: l’uomo torna sulla Luna per restarci

Milano – Tre giorni al ritorno dell’uomo sulla Luna con l’obiettivo di rimanere e costruire un ambiente adatto e confortevole per la vita umana. E’ questo l’obiettivo che dà il via alla missione Artemis-1 condotta dalla Nasa con la partecipazione dell’Agenzia spaziale europea e per il lancio di un razzo SLS senza equipaggio. La missione prenderà il via oggi, lunedì 29 agosto, attorno alle 14:33 ora italiana, dal centro spaziale J. F. Kennedy, in Florida, dove decollerà il vettore che porterà in orbita la capsula Orion, senza uomini a bordo. Date di riserva venerdì 2 settembre e lunedì 5 settembre. La missione Artemis 1 sarà solo il primo step di un progetto che porterà l’uomo a sorvolare l’orbita lunare con la missione Artemis II e nel 2025 a toccare nuovamente la superficie lunare con la missione Artemis III, oltre cinquant’anni dopo il primo atterraggio con la mitica missione Apollo.

Il programma vedrà l’Italia in prima fila grazie al contributo dell’Agenzia Spaziale (ASI) e di società come Leonardo e Thales Alenia Space, che hanno realizzato diversi componenti di Orion, oltre ad una serie di piccole e medie imprese tricolore, come la torinese Argotec. “Stiamo tornando sulla Luna per restare in maniera sostenibile”, annuncia Thales Alenia Space, che sta progettando un intero ecosistema lunare, lavorando su veicoli, infrastrutture orbitali con e senza equipaggio, robotica e soluzioni a terra per consentire di arrivare sulla Luna, vivere sulla sua superficie, utilizzandone le risorse a disposizione. Numerose le tecnologie chiave fornite da Thales Alenia per Orion, la navicella spaziale che porterà gli astronauti in orbita Lunare nell’ambito della missione Artemis, contribuendo con un ruolo centrale al Modulo di Servizio Europeo (ESM), sviluppato per l’Agenzia spaziale europea (ESA). Leonardo è partner del programma, con la fornitura di pannelli fotovoltaici (PVA) e le unità di controllo e distribuzione dell’alimentazione (PCDU) per i moduli ESM da 1 a 6.

“E’ un momento storico – ha dichiarato il direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher -, perché l’Europa con l’Esa è parte di questa nuova straordinaria missione” lunare ha osservato Aschbacher ricordando che “Artemis fa tornare il ricordo delle missioni lunari” storiche del programma Apollo. Le missioni Apollo “sono state un potente motore dal punto di vista economico e tecnologico ma hanno anche reso gli Usa leader a livello globale”. Questa volta, ha sottolineato Aschbacher, “l’Europa è parte del programma Artemis, l’Europa va sulla Luna ed è partner chiave delle missioni Artemis”. “Proprio a giugno scorso ho firmato un accordo con l’Amministratore della Nasa – aggiunge il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia -, per realizzare e portare un modulo abitativo sulla superficie lunare. Si tratta di un modulo che potrà essere impiegato per la ricerca scientifica e potrebbe essere il primo modulo a raggiungere la Luna. Il modulo potrà essere un rifugio per gli astronauti ma potrebbe anche offrire opportunità tecniche come funzioni per ricaricare un rover lunare. L’Italia ha e avrà un ruolo molto importante sia nella missione Artemis 1 che in tutto il programma lunare Artemis della Nasa attraverso collaborazioni in ambito Esa e con accordi diretti con la Nasa”.

Saccoccia chiarisce che nella missione Artemis 1, la prima delle tre previste nel programma Artemis di ritorno alla Luna, “il ruolo italiano è molto importante perché il nostro Paese supporta la realizzazione del modulo Esm l’European Service Module che viene impiegato per la energia, potenza, propulsione diretta alla capsula Orion, c’è tantissima tecnologia italiana a bordo come quella per il controllo termico, i radiatori e, tra l’altro, l’immagazzinamento dell’acqua per la vita dei futuri astronauti lunari. Inoltre sono italiane le tecnologie per la distribuzione dell’ossigeno e dell’azoto. E tengo a rilevare che tantissima tecnologia italiana proviene dalle nostre grandi industrie ma anche da piccole e medie imprese italiane dimostrando una grande capacità di contributo nazionale nelle future missioni lunari”. Saccoccia inoltre indica che “a bordo di Artemis 1 avremo anche l’unico satellite europeo Argomoon che monitorerà le tecnologie di bordo e che farà le sue operazioni in autonomia. Ma questo è solo l’inizio delle capacità dell’Italia nelle missioni lunari”.

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