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giovedì 30 Giugno 2022

S&P, tensioni su prezzi grano oltre il 2024

Milano – Non ci vorranno mesi, ma anni, per calmierare l’escalation dei prezzi del grano e degli altri prodotti agricoli, innescato dall’invasione della Russia in Ucraina e dalle sanzioni imposte dall’Occidente a Mosca. Lo rivela uno studio di Samuel Tilleray, analista presso S&P Global Ratings, secondo cui l’aumento dei prezzi e la riduzione delle forniture durerà “fino al 2024, forse oltre”. Secondo l’agenzia “la mancanza di fertilizzanti, i controlli sull’export, le interruzioni degli scambi commerciali e l’aumento dei costi del carburante eserciteranno una pressione al rialzo sul costo delle materie prime”.

C’è da tener presente che Ucraina e Russia sono tra i primi tre esportatori mondiali di grano, mais, semi ed olio di girasole ed insieme rappresentano il 12% degli scambi, mentre Russia e Bielorussia sono stati il ??primo e il sesto esportatore di fertilizzanti a livello globale nel 2020. Dall’analisi emerge anche che i Paesi più colpiti dalla carenza di materie prime agricole sono quelli a medio e basso reddito dell’Asia centrale, del Medio Oriente, dell’Africa e del Caucaso. Sono stati analizzati in particolare i Paesi più fragili in termini di importazioni rispetto al PIL ed è emerso che Caucaso Tagikistan, Uzbekistan e Armenia sono “particolarmente esposti” per la quasi totale dipendenza dalla Russia, mentre Marocco, Libano, Egitto e Giordania dipendono molto dall’Ucraina e sono quindi esposti alle interruzioni dei porti e delle attività di lavorazione a causa della guerra

Lo shock dei prezzi alimentari inciderà sulla crescita del PIL, sulla politica fiscale e sulla stabilità sociale, e potrebbe determinare anche una review dei rating di alcune economie emergenti, in base alle risposte che daranno i singoli Paesi e le organizzazioni internazionali. “Sebbene molti dei titoli di Stato più esposti a questo rischio abbiano già rating creditizi molto bassi, le ricadute economiche e politiche dello shock alimentare potrebbero contribuire al declassamento dei rating”, spiega Tilleray. Più in dettaglio, il potenziale impatto sui rating dipenderà, tra le altre cose, dall’entità e dalla gravità dello shock alimentare, dalla capacità dei governi di ridurre al minimo i costi sociali ed economici e dagli aiuti internazionali.

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