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sabato 26 Novembre 2022

Smartphone, inverno nero: ripresa mercato posticipata a metà 2023

Milano – Forse anche peggio del terzo trimestre, che si era chiuso con una contrazione delle vendite del 9% (dati Canalys), il mercato degli smartphone non risale. Anzi, secondo le previsioni, le cifre del quarto trimestre 2022 sono negative a doppia cifra. Fra il 10 e il 13% secondo le stime più recenti di Qualcomm, tra i principali produttori mondiali di chip, secondo cui i microprocessori ci sono, ma restano nei magazzini perché la domanda dei consumatori è debole e le aziende tecnologiche non producono. In gergo tecnico, Qualcomm ha parlato di “rapido deterioramento della domanda” e di “allentamento dei vincoli di fornitura” nel settore dei semiconduttori.

Un calo della domanda legata all’inflazione, che “riduce il potere d’acquisto delle famiglie” secondo il direttore della ricerca dell’International Data Corporation (IDC), Nabila Popal. “La maggior parte del calo è venuto dai mercati emergenti dove la mancanza di domanda, l’aumento dei costi e l’inflazione hanno avuto un impatto sui consumatori con un reddito disponibile inferiore” ha detto riferendosi in particolare al terzo trimestre dell’anno. L’analista sposta in avanti anche la lancetta della ripresa del mercato, fissata ora alla seconda metà del 2023 e non più alla prima. Analisti a parte, che cosa vedono le grandi multinazionali da qui alla fine dell’anno e per il prossimo 2023?

Samsung prevede di vendere circa 260 milioni di smartphone entro la fine dell’anno e circa 270 milioni di unità nel 2023. Per il prossimo anno in particolare, la società ha fissato obiettivi di spedizione prudenti, perché le condizioni di mercato non dovrebbero essere favorevoli (l’inflazione è in aumento in tutto il mondo, tirano venti di recessione e le tensioni geopolitiche aumentano). Le vendite di smartphone Samsung hanno raggiunto il loro picco nel 2017 con 320 milioni di unità e da allora non hanno più superato i 300 milioni. Samsung spingerà nei prossimi mesi sui telefoni pieghevoli e sui dispositivi della serie Galaxy S e Galaxy Z (60 milioni gli obiettivi di vendita).

Le restrizioni decise per contenere il Covid in Cina hanno smorzato le prospettive di vendita di Apple per le festività di fine anno. Appena due giorni fa Cupertino ha dichiarato di aspettarsi spedizioni di iPhone 14 Pro e iPhone 14 Pro Max (lanciati a settembre) inferiori rispetto a quanto previsto. Apple ha ammesso che la produzione dello stabilimento della Foxconn, dove si assemblano iPhone 14 Pro a Zhengzhou, il più grande al mondo nella provincia cinese dell’Henan, è stata duramente colpita dalle restrizioni contro il Covid-19. Secondo Reuters un terzo della produzione di novembre è saltata.

La settimana scorsa TrendForce, società di analisi di mercato, ha tagliato le sue previsioni sulle spedizioni di iPhone per ottobre-dicembre di 2-3 milioni di unità, da 80 milioni, a causa dei problemi della fabbrica, aggiungendo che la sua indagine ha rilevato tassi di utilizzo della capacità produttiva intorno al 70%. Anche gli analisti di SMBC Nikko hanno abbassato la loro previsione sulla produzione di Apple nel 2022 a 85 milioni di nuovi iPhone. E per il 2023 in casa Apple le assunzioni sono bloccate o fortemente rallentate.

In Cina, il terzo trimestre il mercato degli smartphone è calato dell’11%. Al primo posto nelle vendite Vivo, con 14,1 milioni di unità, segue Oppo (incluso OnePlus), con 12,1 milioni, Honor è al terzo con 12 milioni, Apple quarta con 11,3 e Xiaomi quinta con 9 milioni. “Il mercato della Cina continentale si manterrà piatto o vedrà una piccola crescita nel 2023, che è ancora un livello molto più basso rispetto al 2021 o pre-pandemia. È probabile che la domanda non migliori fino alla fine del prossimo anno. La prossima performance del quarto trimestre sarà trainata da Apple con spedizioni all’ingrosso di nuovi iPhone e il festival dello shopping e-commerce” ha spiegato l’analista di Canalys Toby Zhu.

Secondo i dati più recenti di Canalys, Xiaomi, multinazionale cinese specializzata in elettronica di consumo, ha accresciuto la propria presenza sul mercato italiano ed europeo posizionandosi al secondo posto nella classifica dei top vendor (i migliori venditori) di smartphone spediti nel terzo trimestre 2022. Al primo posto Samsung (+13% in Italia e -15% in Europa) e al terzo Apple (-4% in Italia e 13% in Europa). Secondo la società di analisi, la compagnia cinese avrebbe raggiunto una quota di mercato pari al 26% in Italia e il 23% in Europa, con una crescita annuale (in entrambe le aree) del 5%. In particolare, il report di Canalys ha messo anche in evidenza che, a livello europeo, Xiaomi è l’unica società con segno positivo tra le prime tre in classifica.

Sempre secondo i numeri di Canalys, Xiaomi mantiene il primo posto nelle vendite di smartphone in India (9,2 milioni di unità vendute su 44,6 milioni), segue Samsung con 8,1 milioni di spedizioni e poi Vivo e OPPO sono saliti al terzo e quarto posto, con 7,3 milioni e 7,1 milioni di unità. Se le previsioni sono per forza di cose delle ipotesi, i numeri del terzo trimestre 2022 (da luglio a settembre) hanno inchiodato il mercato internazionale degli smartphone ad un -9%, il terzo calo consecutivo dell’anno: il peggior terzo trimestre dal 2014. Secondo il report di Canalys, le prospettive economiche hanno portato i consumatori “a ritardare l’acquisto di hardware elettronico e a dare la priorità ad altre spese essenziali. Ciò probabilmente continuerà a frenare il mercato degli smartphone per i prossimi sei-nove mesi”.

Dai numeri era emerso che Samsung ha mantenuto la sua posizione di leader di mercato con una quota del 22%, perdendo però l’8%. Risulta che Apple è stato l’unico fornitore tra i primi cinque a registrare una crescita positiva (+2%), migliorando ulteriormente la propria posizione di mercato con una quota del 18%. Xiaomi (-9%), Oppo e Vivo (entrambe -23%) mantengono rispettivamente il 14%, il 10% e il 9% di quote di mercato globali. Samsung, Apple e Xiaomi, che assieme hanno venduto oltre 153 dei 300 milioni di smartphone nel Q3 2022 (rispettivamente, 64, 48,8 e 40,5 milioni).

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