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lunedì 5 Dicembre 2022

Sipario su Cop27, Intesa Sanpaolo per l’agrobusiness

Milano – Cambiamento climatico e crisi alimentare. I due temi, fortemente connessi tra loro, sono entrati nell’agenda della Cop27, la conferenza internazionale sul clima- che si chiude domani, venerdì 18 novembre, a Sharm El Sheikh in Egitto – all’interno del panel «The new climate and energy agenda: competitive dynamics for the Agribusiness and the territorial development». La domanda globale di cibo aumenterà del 70% entro il 2050. Per soddisfarla saranno necessari almeno 80 miliardi di dollari di investimenti annuali. Secondo i rapporti statistici della FAO del 2020, con una popolazione mondiale di oltre 9,7 miliardi di persone prevista entro il 2050, 1 persona su 4 a livello globale (quindi quasi 2 miliardi di persone) è a rischio di carenza alimentare, 770 milioni di persone sono a rischio di denutrizione, mentre 1,5 miliardi di persone vivranno su un suolo con un contenuto salino troppo elevato per essere fertile. A livello mondiale, il settore agroalimentare contribuisce per circa il 4% al PIL e il 27% della forza lavoro è impiegata in questo settore.

Secondo la Banca Mondiale, circa il 95% delle aziende agricole globali sono piccole aziende con meno di 5 ettari e la metà degli agricoltori non è dotata di servizi bancari. Partendo da questo contesto, in Italia Intesa Sanpaolo ha avviato iniziative a sostengo dell’agribusiness. «Intesa Sanpaolo – spiega Marco Elio Rottigni, Chief International Subsidiary Banks Division di Intesa Sanpaolo – si distingue decisamente per il suo forte impegno nell’ESG (Environmental, Social and Governance), il suo posizionamento ai vertici mondiali per l’impatto sociale ed il grande focus sul clima. L’attento e puntuale sostegno all’Agribusiness – continua – ne è la testimonia caratterizzante. Siamo convinti che la nostra esperienza internazionale nei settori della Finanza Sostenibile e dell’Agro-Impresa possa accelerare il trasferimento di conoscenze verso un settore agricolo ecosostenibile, capitalizzando i talenti locali in Egitto, dove siamo presenti attraverso ALEXBANK. Il nostro approccio eco-friendly, basato su un solido patrimonio di competenze e strumenti, si riflette nell’operato della International Subsidiary Banks Division (ISBD) che dirigo».

L’ISBD presidia le attività del Gruppo in 12 Paesi dell’Europa centro-orientale e del Nord Africa, con 21.000 colleghi, 7 milioni di clienti, circa 1.000 filiali e 65 miliardi di Euro di asset. Il Gruppo vanta inoltre una rete internazionale specializzata nel supporto alla clientela corporate in 25 Paesi, nelle aree in cui si registra il maggior dinamismo delle imprese italiane. «Intesa Sanpaolo – continua Rottigni – affronta i progetti agroalimentari in termini sia di opportunità di business sostenibili che di approccio olistico allo sviluppo sostenibile, riconoscendo il ruolo centrale dell’agricoltura. Vorrei sottolineare che, insieme all’Italia, l’Egitto è sicuramente il Paese che ci permette di valorizzare e arricchire fortemente la nostra esperienza nell’Agroalimentare. L’Egitto funge da naturale “ponte” di collegamento ai Paesi dell’Area Mediterranea, compresi i Balcani occidentali, assumendo un ruolo sempre più cruciale nell’Area».

Il finanziamento dell’agrobusiness è stata costantemente una delle priorità di lunga data di ALEXBANK, confermando il suo pieno sostegno in particolare ai piccoli agricoltori. «L’obiettivo – conclude il manager di Intesa Sanpaolo – è quello di fornire soluzioni finanziarie e non finanziarie innovative, in grado di supportare lo sviluppo economico integrato, l’inclusione finanziaria e la sostenibilità ambientale, per contribuire all’attuazione della ‘Vision2030′ dell’Egitto e degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite». L’agricoltura è una delle componenti principali dell’economia egiziana in quanto contribuisce a circa l’11,3% del PIL del Paese nel 2021 (Banca Mondiale), al 28% dei posti di lavoro (USAID) e a oltre il 55% dell’occupazione nell’Alto Egitto (USAID).

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