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venerdì 1 Luglio 2022

Scontro Governo-Confindustria sugli extraprofitti tassati, mentre a Davos regna l’incertezza

Davos – A Davos il clima è “di una situazione di grande incertezza” per l’economia mondiale e questo per l’Europa “significa rallentamento della crescita, ma non necessariamente un destino di recessione”. Lo ha detto oggi il Commissario Ue agli Affari economici, Paolo Gentiloni, a margine del World Economic Forum. “Si può e si deve lavorare utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo per evitare che la frenata si traduca in recessione”. A partire dal recovery, dove il governo italiano “sta lavorando con grande determinazione” e con misure “temporanee e mirate per le aiutare famiglie più vulnerabili” come la tassazione degli extra-profitti energetici. Ma proprio sugli extraprofitti si profila battaglia all’orizzonte con Confindustria.

“Riteniamo chequesta norma, per come è stata scritta, non è pienamente coerente con l’obiettivo che persegue, che è di tassare un extraprofitto che alcune imprese hanno conseguito col rincaro dei prezzi – afferma la dg degli industriali Francesca Mariotti, in audizione in Parlamento sul Dl aiuti dell’esecutivo Draghi -. Ci sono dei correttivi a nostro giudizio indispensabili per far convergere il dettato della norma gli con obiettivi che persegue”. La soluzione è invece “prevedere un tetto del gas, anche per prevenire la realizzazione di extraprofitti. Sul capitolo lavoro – ha aggiunto inoltre Mariotti – gli interventi non sono in linea con l’esigenza di un taglio strutturale del cuneo contributivo: il taglio consentirebbe di agire in chiave congiunturale per mitigare gli effetti dei rincari, ma avrebbe anche un importante impatto strutturale sulla competitività delle imprese. Mentre il decreto “si limita a introdurre un sostegno una tantum di 200 euro a favore di lavoratori dipendenti, pensionati e altre categorie”.

Tornando a Davos e a Bruxelles, Gentiloni ha poi nuovamente ribadito che “non c’è nessuna richiesta dell’Europa di aumentare le tasse sulla casa, di nessun tipo, in nessun anfratto delle centinaia e centinaia di pagine di raccomandazioni che facciamo. C’è stata come sempre – ha spiegato – la sottolineatura che la tassazione sul lavoro in Italia è molto elevata, e quindi in qualche modo questo problema va affrontato; e la sollecitazione di aggiornare i valori catastali di molti decenni fa, qualcuno aumenterà qualcuno diminuirà”.

“Penso che la Germania abbia avuto un atteggiamento costruttivo nel recepire la nostra proposta, penso che sia comprensibile la preoccupazione non solo tedesca, ma di diversi paesi nel come presentiamo questa decisione – ha aggiunto poi Gentiloni, riferendosi clausola di sospensione de patto di stabilità estesa anche a 2023 e ai commenti del ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner -. Non vogliamo che la decisione sia considerata una luce verde a misure di sostegno universali indiscriminate”, siamo “in una fase diversa” rispetto agli aiuti universali della pandemia, che ora devono diventare mirati e temporanei. Per quanto riguarda l’ipotesi di un nuovo di pacchetto di sanzioni alla Russia per l’invasione dell’Ucraina, “ci stiamo lavorando – afferma, penso che nei prossimi giorni non sia impossibile raggiungere ulteriori accordi”.

Sull’eccezionale livello di incertezza che l’Occidente sta affrontando oggi è intervenuto anche il componente del board della Bce Fabio Panetta, sostenendo che la politica monetaria di Francoforte dovrà essere normalizzata “gradualmente” e smarcandosi così dalla linea più ‘aggressiva’ di rialzo dei tassi di iteresse e fine stimoli espressa ieri da altri componenti. La Banca centrale europea “sta affrontando gli effetti economici di una sequenza mai vista di shock esterni – ha sottolineato Panetta -, come altri grandi banche centrali stiamo affrontando l’obiettivo di una normalizzazione della politica in un momento tutt’altro che normale: non significa rimuovere gli stimoli in maniera definitiva – ha chiarito ancora -. ma di un processo di riduzione graduale dello stimolo, in modo da ancorare fermamente l’inflazione all’obiettivo di medio termine del 2%. Questo processo è già in corso nell’area euro”.

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