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lunedì, Settembre 20, 2021

Schroders, Milano è la prima città italiana sostenibile

La prima città italiana sostenibile è Milano.

La classifica è stata stilata da Schroders, che ha annunciato il lancio del suo Sustainable European Cities Index, l’indice delle città europee più sostenibili, dove Amsterdam ha conquistato la vetta, seguita a stretto giro da Londra e Parigi. I punteggi più elevati sono stati supportati dalle azioni vigorose intraprese dalle città per affrontare il cambiamento climatico.

Tra le italiane, l’unica città a rientrare nella top 25 è Milano, in 22esima posizione. Segue Napoli, al 44esimo posto, mentre Roma si è posizionata subito dopo, al 45esimo. A chiudere l’elenco del nostro Paese è Torino, in 50esima posizione.

L’indice proprietario Schroders Sustainable Cities è basato sui profili di sostenibilità delle città europee con una popolazione superiore a un milione di abitanti, e mette in luce quelle che si stanno adoperando per raggiungere i target stabiliti in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

La classifica delle 59 città comprese nell’indice viene determinata in base ai punteggi assegnati per ciascuna delle 13 categorie individuate, equamente soppesate, che coprono le politiche ambientali in aree come i target di consumo di energia rinnovabile, i trasporti pubblici green, le stazioni pubbliche di ricarica dei veicoli elettrici, la plastica monouso, la qualità dell’aria, i piani climatici, gli obiettivi di neutralità del carbonio e le politiche di smaltimento.

“Sia Amsterdam che Parigi hanno ottenuto buoni punteggi, grazie al loro ambizioso obiettivo di ottenere il 100% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2050. In questa categoria, Londra è rimasta più indietro, con un target del 15% entro il 2030. Si tratta di un livello inferiore alle direttive dell’UE sull’energia rinnovabile, che puntano al 27% del consumo finale da fonti rinnovabili entro il 2030, percentuale usata come indicazione di best practice per definire il punteggio in questa categoria.

L’indice è importante perché classifica le città europee che garantiranno ai loro cittadini standard elevati di qualità della vita, riducendo contemporaneamente al minimo l’impatto ambientale.

Ciò risulta in linea con l’11esimo tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. L’indice mostra quali città stanno implementando politiche che aiuteranno la transizione verso un futuro a basse emissioni di carbonio e mette in evidenza le aree dove le classi politiche non stanno riuscendo a minimizzare l’impatto ambientale”, ha commentato Hugo Machin, portfolio manager e co-head of Global Cities, Schroders

Amsterdam, Londra e Parigi hanno ottenuto punteggi simili in tutte le categorie, grazie principalmente a dei piani climatici onnicomprensivi. Le prime posizioni dell’indice sono state dominate da città localizzate nell’Europa nel Nord e occidentale, con le città nordiche che dominano in modo quasi esclusivo il primo quartile. Le città dell’Europa orientale si sono posizionate verso la fine della classifica, fatta eccezione per Praga e Sofia.

La prima città italiana sostenibile è Milano.

La classifica è stata stilata da Schroders, che ha annunciato il lancio del suo Sustainable European Cities Index, l’indice delle città europee più sostenibili, dove Amsterdam ha conquistato la vetta, seguita a stretto giro da Londra e Parigi. I punteggi più elevati sono stati supportati dalle azioni vigorose intraprese dalle città per affrontare il cambiamento climatico.

Tra le italiane, l’unica città a rientrare nella top 25 è Milano, in 22esima posizione. Segue Napoli, al 44esimo posto, mentre Roma si è posizionata subito dopo, al 45esimo. A chiudere l’elenco del nostro Paese è Torino, in 50esima posizione.

L’indice proprietario Schroders Sustainable Cities è basato sui profili di sostenibilità delle città europee con una popolazione superiore a un milione di abitanti, e mette in luce quelle che si stanno adoperando per raggiungere i target stabiliti in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

La classifica delle 59 città comprese nell’indice viene determinata in base ai punteggi assegnati per ciascuna delle 13 categorie individuate, equamente soppesate, che coprono le politiche ambientali in aree come i target di consumo di energia rinnovabile, i trasporti pubblici green, le stazioni pubbliche di ricarica dei veicoli elettrici, la plastica monouso, la qualità dell’aria, i piani climatici, gli obiettivi di neutralità del carbonio e le politiche di smaltimento.

“Sia Amsterdam che Parigi hanno ottenuto buoni punteggi, grazie al loro ambizioso obiettivo di ottenere il 100% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2050. In questa categoria, Londra è rimasta più indietro, con un target del 15% entro il 2030. Si tratta di un livello inferiore alle direttive dell’UE sull’energia rinnovabile, che puntano al 27% del consumo finale da fonti rinnovabili entro il 2030, percentuale usata come indicazione di best practice per definire il punteggio in questa categoria.

L’indice è importante perché classifica le città europee che garantiranno ai loro cittadini standard elevati di qualità della vita, riducendo contemporaneamente al minimo l’impatto ambientale.

Ciò risulta in linea con l’11esimo tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. L’indice mostra quali città stanno implementando politiche che aiuteranno la transizione verso un futuro a basse emissioni di carbonio e mette in evidenza le aree dove le classi politiche non stanno riuscendo a minimizzare l’impatto ambientale”, ha commentato Hugo Machin, portfolio manager e co-head of Global Cities, Schroders

Amsterdam, Londra e Parigi hanno ottenuto punteggi simili in tutte le categorie, grazie principalmente a dei piani climatici onnicomprensivi. Le prime posizioni dell’indice sono state dominate da città localizzate nell’Europa nel Nord e occidentale, con le città nordiche che dominano in modo quasi esclusivo il primo quartile. Le città dell’Europa orientale si sono posizionate verso la fine della classifica, fatta eccezione per Praga e Sofia.

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