Questo sito contribuisce all'audience di

Questo sito contribuisce all'audience di

9.4 C
Milano
sabato 2 Marzo 2024

Salone: Cassa Centrale apre sulla finanza sostenibile, poi largo alle donne

Milano – Gli investimenti in finanza sostenibile come unica strada per garantire un futuro e proteggere i propri risparmi. Questo il tema centrale della conferenza dal titolo “Investimenti etici e scelte emotive – Ci sarà un lieto fine?”, organizzata dal Gruppo Cassa Centrale nell’ambito del Salone del Risparmio 2022, che si è aperta martedì 10 maggio e in corso al MiCo di Milano fino al 12. Alla tavola rotonda hanno partecipato Massimo Baggiani, gestore del fondo NEF Ethical Global Trends SDG di NEAM, Alberto Vai, Sales Director di Amundi ed esperto di finanza comportamentale, moderati da Debora Rosciani, giornalista di Radio 24. Il dibattito incentrato sul tema degli investimenti sostenibili per finanziare una crescita sana, non speculativa, solida e consapevole.

La finanza sostenibile è da sempre nel DNA del Gruppo Cassa Centrale e si declina nello sviluppo sostenibile del territorio dove operano le 70 banche di credito cooperativo del Gruppo a beneficio di 455mila soci cooperatori. I primi prodotti ESG sono stati lanciati dal Gruppo nel 2015 e questa gamma di prodotti ad oggi capitalizza almeno 1,7 miliardi. Occorre oggi sviluppare un linguaggio più efficace per coinvolgere il risparmiatore e far sì che comprenda che ogni scelta personale può contribuire a fare la differenza. Tutto viene guardato in un’ottica futura. In un contesto incerto come quello attuale, il tema centrale è la gradualità dell’investimento, cioè la capacità di costruire dei portafogli con investimenti progressivi.

Nella prima delle 3 giornate di meeting è stata presentata, tra l’altro, la ricerca “Diversity e Inclusion nelle Sgr”, realizzata da Assogestioni e Valore D, che rileva un aumenta la presenza di donne nelle società di gestione del risparmio ma resta il gap con gli uomini nelle posizioni apicali. Ad oggi le donne nelle Sgr rappresentano il 48% della popolazione aziendale, rispetto al 52% degli uomini, ma nei cda le donne sono il 26,8% e solo il 17,7% ricopre ruoli nella prima linea organizzativa. Il settore tuttavia mostra una media superiore a quella del comparto bancario (26,2% di donne in cda) e assicurativo (18%), spiega l’indagine, evidenziando che il vero segnale dello sforzo intrapreso dalle Sgr sta nei dati sulle assunzioni, piuttosto bilanciate tra uomini (54,5%) e donne (45,5%).

Ma soprattutto, nella fascia 18-29 anni, dove il 54,7% dei nuovi assunti è donna contro il 45,3% degli uomini. Per Cinzia Tagliabue, presidente del Comitato diversity di Assogestioni, “la svolta culturale in favore di una maggiore rappresentatività femminile può e deve essere supportata sia dalle aziende al loro interno, sia a livello di policy governative”. Assogestioni ha avviato da tempo “un percorso orientato ad un cambiamento culturale nelle società di gestione del risparmio, necessario per raggiungere una più equa parità di genere”, spiega Roberta D’Apice, direttore Affari Legali di Assogestioni, aggiungendo che le iniziative del governo intraprese dalla ministra Bonetti “sono state per noi un elemento di forte stimolo e riflessione”.

Latest News