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lunedì 8 Agosto 2022

Sale l’appeal delle assicurazioni, cala la propensione al rischio degli italiani

Roma – Profonda incertezza sulle prospettive finanziarie che spinge al rialzo la propensione al risparmio degli italiani. E’ quanto emerge da una ricerca Bva-Doxa condotta per Groupama Assicurazioni in occasione della II edizione dell’Osservatorio ‘Change Lab, Italia 2030’ sui trend da qui al 2030. Dati alla mano il 42% degli italiani si è detto preoccupato per le sue prospettive economiche, a risentirne maggiormente i giovani tra i 18 e i 34 anni (51%). Questa incertezza induce di conseguenza ad una maggiore propensione al risparmio al 33%, con un tasso che sale al 40% negli adulti tra i 35 e i 54 anni.

Famiglia e figli sono oggi in cima alla classifica dei beni più cari da proteggere per quasi la metà della popolazione italiana (47%); segue la salute (41%) ma anche il patrimonio e i risparmi (30%). Per 4 italiani su 10 (39%) diventa prioritario garantire una serenità economica ai propri familiari, facendo fruttare i capitali messi da parte, percentuale che sale al 54% nelle famiglie con figli piccoli. La ricerca rivela inoltre che più di 1/3 degli intervistati (34%) avrebbe voluto investire i propri risparmi, ma lo ha fatto realmente durante la pandemia solo il 20%. Da segnalare che il 14% degli italiani non è ancora riuscito a concretizzare questo desiderio (percentuale che sale al 27% nel caso dei giovani) mentre il 35% degli intervistati non ha avuto la possibilità di investimenti economici. Far crescere i capitali risparmiati (per il 46%) e assicurare un futuro economicamente più tranquillo a sé stessi e ai propri cari (31%), ma anche non tenere “fermi” troppi soldi sul conto corrente (50%) sono i motivi principali alla base degli investimenti effettuati.

Aumenta dunque la propensione alle assicurazioni tra gli italiani: a incidere sulle scelte future di investimento dei nostri connazionali sarà quindi innanzitutto la protezione del capitale (37%), ma sebbene in misura minore conteranno anche i consigli e le indicazioni del proprio consulente finanziario (16%) e i fattori ambientali (16%), percentuale che sale al 24% per i giovani, maggiormente attenti alla sostenibilità, considerato un importante driver in ogni scelta. Guardando al prossimo decennio, infine, immobili e preziosi (20%), ma anche fondi pensione, previdenziali e assicurativi (19%) sono gli ambiti ritenuti più sicuri e promettenti per gli investimenti. Meno fiducia regna, invece, verso bitcoin e criptovalute, fondi bilanciati, conti di deposito, fondi azionari e obbligazionari.

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