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domenica 3 Luglio 2022

Saipem: 2,46 miliardi persi nel 2021, aumento capitale di 2 mld

Milano – Saipem archivia l’esercizio 2021 con una perdita netta pari a 2,46 miliardi di euro, più che raddoppiata rispetto agli 1,13 miliardi registrati nel 2020. Nel solo quarto trimestre 2021 il rosso è pari a 1,34 miliardi di euro contro i -120 milioni del pari periodo dell’anno prima. I ricavi 2021 sono in calo del 6,8% e si attestano a 6,87 miliardi (7,3 miliardi l’anno precedente), il margine operativo lordo (EBITDA) adjusted segna un rosso per 1,19 miliardi (positivo per 614 milioni di euro nel 2020) ed il risultato operativo negativo (Ebit) adjusted è pari a 1,71 miliardi di euro, a fronte di un precedente utile di 23 milioni. Il Consiglio di Amministrazione ha convocato l’Assemblea in sede ordinaria e straordinaria, per il giorno 17 maggio 2022 in unica convocazione.

Saipem annuncia un aumento di capitale di 2 miliardi di euro da concludere entro la fine dell’anno. I soci Eni e CDP hanno assunto l’impegno a sottoscrivere complessivamente “circa il 43% in proporzione alle partecipazioni rispettivamente detenute nel capitale della società”. La restante parte di circa 57% “è coperta da un accordo di preunderwriting con primarie banche italiane e internazionali”. La società ha inoltre sottoscritto accordi “per far fronte alle esigenze di liquidità a breve termine” per 1,5 miliardi di euro, di cui 645 milioni di euro messi a disposizione da Eni e CDP, a titolo di anticipo sull’aumento di capitale, e per 855 milioni di euro da un pool di banche a titolo di finanziamento.

Alla manovra finanziaria di Saipem partecipano Banco Bpm, Bnp Paribas, Citibank, Deutsche Bank, Hsbc, Illimity, Intesa Sanpaolo, UniCredit e Rothschild come advisor. Gli obietti della manovra sono di “ristabilire livelli di mezzi propri coerenti con le dimensioni aziendali, ridurre il livello di indebitamento, ristabilire adeguati livelli di cassa e stabilizzare il merito di credit rating per poter rifinanziare i prestiti obbligazionari esistenti”. Dall’operazione Saipem si attende una posizione finanziaria netta consolidata di circa 800 milioni di euro a fine 2022, che sarà “vicina allo zero” a fine 2025 grazie “all’evoluzione prevista del business e all’apporto di risorse finanziarie della manovra”.

Il CdA di Saipem ha approvato la revisione del Piano strategico al 2025, con un tasso annuo di crescita dei ricavi del 15% tra 2021-25. Prevista una riduzione dei costi di struttura nell’anno in corso per oltre 150 milioni di euro e di 300 milioni nel 2024. Per fine anno, il Gruppo prevede un Ebitda adjusted (margine operativo lordo rettificato) positivo per oltre 500 milioni e di oltre 1 miliardo a fine piano. Previste azioni aggiuntive rispetto al piano strategico che potrebbero apportare potenziale liquidità addizionale per oltre 1,5 miliardi di euro anche attraverso la valorizzazione del drilling onshore in forza di un “negoziato su base esclusiva” con un primario operatore internazionale. Per la realizzazione del Piano Saipem prevede una “nuova organizzazione per linee di business che supera quella divisionale, con l’obiettivo di una maggiore efficienza, di un controllo del rischio centralizzato e di uno sviluppo di modelli esecutivi innovativi e flessibili, in linea con le esigenze della transizione energetica”.

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