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sabato 28 Maggio 2022

Russia pronta a pagare il debito pubblico in rubli

Mosca – La Russia è pronta a pagare il debito pubblico in rubli al tasso di cambio della Banca centrale del paese. In particolare, per gli Eurobond emessi dal 2018 questa possibilità è stata prevista nei contratti di emissione, secondo quanto ha dichiarato oggi il ministro delle finanze Anton Siluanov. Intanto, le agenzie di rating sono concordi nel valutare Mosca sull’orlo di un default tecnico, anche se ci vorrà un mese per valutare questa possibilità. Il primo appuntamento clou è mercoledì 16 marzo, quando per la Russia scadranno 117 milioni di dollari di pagamenti per cedole di due bond russi (uno in scadenza nel 2023 e uno nel 2043). Se il governo russo non pagherà i creditori avrà poi a disposizione 30 giorni di tempo per provvedere a rientrare (il cosiddetto periodo di grazia).

Dopo quelle del 16 marzo, altre due scadenze si avvicinano: quella del 31 marzo quando Mosca dovrà pagare altri 359 milioni di dollari su un bond al 2030 e il 4 aprile quando scade un’obbligazione da 2 miliardi di dollari, secondo i dati di Morgan Stanley. “Siamo pronti ad effettuare pagamenti in rubli al tasso di cambio della Banca di Russia alla data del pagamento. Inoltre, sugli Eurobond emessi dal 2018 questa possibilità è stata stipulata direttamente dai documenti di emissione”, si legge in una dichiarazione diffusa dall’ufficio stampa del ministero.

“Il congelamento dei conti in valuta della Banca di Russia e del governo della Russia può essere considerato come il desiderio di un certo numero di paesi stranieri di organizzare un default artificiale, che non ha reali basi economiche”, ha osservato Siluanov. “Le affermazioni secondo cui la Russia non può ripagare i suoi obblighi di debito statale sono false. I fondi necessari per onorare i nostri debiti ci sono”, ha aggiunto il ministro. Il 5 marzo, il presidente russo Putin ha firmato un decreto “sull’ordine temporaneo di adempimento degli obblighi verso determinati creditori stranieri”, che consente il rimborso dei debiti in valuta estera ai creditori degli Stati che hanno compiuto “azioni ostili” contro la Russia. In questi casi i pagamenti avverranno in rubli tramite conti speciali in banche russe.

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