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lunedì 30 Gennaio 2023

Russia, petrolio sottocosto per fronteggiare la concorrenza: presto nuove misure per limitare lo sconto

La Russia potrebbe introdurre ulteriori misure per limitare lo sconto sul petrolio venduto all’estero. “Sottolineiamo il fatto che l’attuale interferenza illegale dei Paesi occidentali nei meccanismi di mercato influisce sull’approvvigionamento energetico sicuro e stabile a livello globale e richiederà notevoli sforzi congiunti da parte dei Paesi responsabili per correggere la situazione”, ha affermato in una nota il ministero dell’Energia russo.

Il dicastero ha anche ribadito che la Federazione Russa non collaborerà con i commercianti che rispettano il tetto sul prezzo del petrolio russo, secondo il decreto del presidente Vladimir Putin. Il ministero dell’Energia di Mosca monitorerà i prezzi del petrolio e le dimensioni dello sconto “per introdurre, se sarà necessario, ulteriori misure volte a limitare l’eventuale sconto fino ai limiti basati sui prezzi di mercato”.

Intanto, però, Mosca sta vendendo petrolio a un prezzo inferiore di circa la metà rispetto alle quotazioni internazionali, e ben al di sotto del limite di prezzo di 60 dollari al barile stabilito dal G7. Lo scrive l’agenzia economica “Bloomberg”, secondo il blocco alle importazioni del petrolio greggio russo decretato dall’Unione europea ha reso Mosca dipendente dalle importazioni di Cina e India. La Russia avrebbe abbassato drasticamente il prezzo di vendita del suo petrolio proprio per far fronte alla concorrenza del petrolio mediorientale su quei mercati.

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