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venerdì 1 Luglio 2022

Russia, Generali: altri 163 milioni di svalutazioni nello scenario peggiore

Milano – “La cristallizzazione delle svalutazioni avverrà solo a livello di semestrale. E l’evoluzione della situazione russa potrà portare ad altre svalutazioni”. Lo ha affermato il Group CFO di Generali, Cristiano Borean, nel press briefing che ha seguito la diffusione dei risultati del primo trimestre del 2022. Il Leone di Trieste ha registrato un utile netto di 727 milioni, in calo rispetto agli 802 milioni di euro dello stesso periodo del 2021 a causa delle svalutazioni in Russia, ma superiore ai 651 milioni di euro attesi dal mercato (secondo un consensus compilato dalla società).

“Se la quota in Ingosstrakh fosse del tutto azzerata ci sarebbe un ulteriore impatto di 126 milioni. Per i titoli di stato russo, che paghiamo in valuta euro o dollaro, abbiamo una quota residua che se fosse azzerata porterebbe a un impatto di ulteriori 37 milioni”, ha spiegato, aggiungendo che in tutto si parlerebbe quindi di ulteriori 163 milioni di euro di svalutazioni dopo quelli effettuati nei primi tre mesi dell’anno. “Più la guerra continua e più aumentano gli l’effetto sui mercati – ha affermato – Ingosstrakh è la quarta compagnia assicurativa russa di cui deteniamo il 38%. Resta una quota puramente finanziaria ed è congelata”, ha aggiunto senza indicare se potrebbe essere venduta. Riguardo a possibili acquisizioni altrove, ha detto: “continuiamo a essere alla ricerca di opportunità di mercato. Guardiamo a M&A come un’opportunità di creare valore, non un obbligo”.

In un altro passaggio della call ha svelato che “a fine 2021 il valore dei titoli dei BTP nel portafoglio era 63 miliardi, a fine marzo il valore è 59 miliardi. La diminuzione è principalmente, ma non interamente, dovuta all’andamento dei tassi di interesse anche perché ci sono state delle scadenze oltre all’andamento dei valori di mercato”. “Nei mesi successivi alla trimestrale ci sono stati ulteriori movimenti di apertura dello spread, ma sono stati anch’essi accompagnati da un aumento dei tassi di interesse, quelli base di riferimento – ha proseguito – E quindi abbiamo avuto un effetto di più e di meno. Oltre al fatto di aver avuto un’apertura degli spread, ma soprattutto anche un ulteriore calo dei mercati finanziari”. “Se guardiamo il valore del Solvency ratio al 6 maggio – ha concluso Borean – e includiamo le operazioni di M&A di recente concluse, nel Danni in India, e aggiungiamo anticipatamente anche il buyback approvato in assemblea ci troviamo a un valore del Solvency ratio al 230%” rispetto al 237% al 31 marzo, come indicato nella nota sui conti.

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