28.9 C
Milano
giovedì 30 Giugno 2022

Risparmio, gli italiani non ci dormono la notte

Milano – Regna sovrana l’incertezza fra gli italiani, che scontano prima gli effetti della pandemia, poi quelli dell’inflazione e dello scoppio del conflitto in Ucraina. Una situazione che sta mettendo alla prova le finanze personali, che non sempre sono gestite consapevolmente dalle famiglie, mentre la gestione del risparmio è deficitaria. E’ quanto mette in luce una ricerca di Moneyfarm, società internazionale di investimento con approccio digitale, in collaborazione con Dectech, società specializzata in studi comportamentali che fa capo alla Warwick University. Lo studio, in controtendenza con quanto emerso nel cors dell’ultimo Salone del risparmio milanese, è stato effettuato sulla popolazione dei due Paesi in cui Moneyfarm opera, Italia e Regno Unito.

Per la parte riguardante il nostro Paese il sondaggio è stato condotto su un campione di 1.650 individui maggiorenni residenti in Italia, rappresentativo della popolazione italiana per genere, età, formazione, occupazione, distribuzione geografica e situazione patrimoniale. Quasi 3 italiani su 10 (il 27% del campione) dichiarano di non aver dormito di notte almeno una volta negli ultimi sei mesi per problemi legati alla sfera finanziaria. Una preoccupazione che colpisce più significativamente le fasce economicamente più vulnerabili (33% rispetto al 20% degli high affluent). Circa 3 italiani su 10 hanno finito i risparmi prima di ricevere lo stipendio, sempre con differenze notevoli tra fasce di popolazione più o meno vulnerabili dal punto di vista economico (33% contro 20%).

La mancanza di soldi ha costretto molti a rinviare alcune spese: il 53% degli italiani negli ultimi sei mesi ha rimandato un acquisto perché non poteva permetterselo. Sembra resistere, tuttavia, una maggioranza di italiani (il 55%) che continua a potersi permettere spese non essenziali di varia entità (vacanze, elettrodomestici e device tecnologici), anche tra chi è economicamente più vulnerabile e tra i giovani under 40 (il 60%) ed il 72% afferma di non aver comunque rinunciato a togliersi sfizi di piccola entità. L’analisi rivela, inoltre, che oltre il 60% degli italiani non ha sotto controllo le proprie finanze, anche se c’è un 45% di giovani under 40 che dimostra maggiore attenzione a tener traccia delle proprie spese. Più attenzione quando si parla di banche e conti correnti: oltre la metà degli italiani (52%) è abituata a tenere traccia del saldo comunicato dalla propria banca e a confrontare le uscite con le ricevute di pagamento.

La gestione del risparmio invece è rudimentale ed approssimativa e in poche occasioni affidata a professionisti del settore. Il 95% degli intervistati ha almeno un conto corrente e/o deposito mentre solo il 58% detiene un prodotto di investimento. Solo il 34% degli intervistati ha ricevuto una consulenza personalizzata da un professionista, una percentuale che scende ancora fra chi è finanziariamente più vulnerabile (24% rispetto al 46% registrato tra i meno vulnerabili). Ci sono poi abitudini molto utili, ma ancora scarsamente diffuse tra gli italiani: informarsi regolarmente su questioni di carattere economico-finanziario (39%), leggere settimanalmente la stampa finanziaria (27%) e ascoltare podcast o guardare video su argomenti economico-finanziari (30%).

Latest News