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sabato 26 Novembre 2022

Risparmio, Fabi: patrimonio famiglie supera 5.256 miliardi

Milano – Supera quota 5.256 miliardi di euro la ricchezza finanziaria degli italiani a fine 2021, cresciuta di quasi 1.700 miliardi (+50%) nell’ultimo decennio. E’ quanto si legge in una ricerca della Fabi da cui emerge che “la liquidità resta la forma preferita di allocazione del risparmio”. Il contante è cresciuto di 509 miliardi (+45%) a quoota1.629 miliardi, con la percentuale di denaro lasciato su conti correnti e depositi stabile al 31% del totale delle masse. In forte calo le obbligazioni (-67% a 233 miliardi di euro), mentre crescono le polizze assicurative (+78% a 1.213 miliardi miliardi), che coprono il 23% dei risparmi complessivi. È il quadro, sottolinea la Fabi “a dieci anni dal ‘Whatever it takes’ dell’allora presidente della Bce Mario Draghi per salvare l’euro”.La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane “dovrebbe oggi essere maggiormente considerata nei programmi elettorali dei partiti in vista del 25 settembre e del futuro Governo”.

Lo afferma il segretario generale della Fabi, Lando Sileoni rivolgendo il proprio appello affinché “tutte le forze politiche tutelino, con proposte serie e concrete, i risparmi degli italiani. Si tratta – spiega il sindacalista – di oltre 5.200 miliardi di euro, che potranno giocare un ruolo essenziale per il rilancio e la crescita economica”. A suo dire “sarebbero dannosi, in quest’ottica, interventi fiscali, come ad esempio la patrimoniale, che aumenterebbero il carico fiscale su denaro che è frutto di risparmi sui redditi delle lavoratrici e dei lavoratori, quindi già ampiamente tassato dallo Stato”. Sileoni, ricorda poi che “le decisioni assunte per salvare l’euro a ogni costo nel luglio del 2012 dalla Banca centrale europea, allora guidata dal presidente Mario Draghi, hanno tutelato i risparmi degli italiani che sono cresciuti quasi del 50%”.

Secondo il sindacalista serve ora “una corretta politica di tutela e incentivazione dei risparmi verso investimenti produttivi”, che, a suo dire, “può rappresentare la ricetta giusta per accompagnare l’utilizzo dei fondi europei del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il tema del risparmio – aggiunge – tocca da vicino la questione delle indebite pressioni commerciali, esercitate dai vertici delle banche sulle lavoratrici e sui lavoratori bancari per la vendita dei prodotti finanziari”. “A maggio – spiega – abbiamo dettagliatamente informato la Commissione parlamentare d’inchiesta sul settore bancario e anche su questo argomento è necessaria un’azione decisa da parte della politica, che non può far finta di niente e deve intervenire per evitare che si ripetano episodi disastrosi di risparmio tradito”. “Non è una questione strettamente sindacale – conclude – ma di carattere sociale”.

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