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giovedì 30 Giugno 2022

Rigsave, dal bar alla Borsa: la spinta della quotazione e della app fintech

Milano – Allineamento tra gli interessi degli investitori e quelli del gestore, espansione della platea dei clienti di prodotti finanziari ad hoc – da grandi investitori alla clientela retail – e focus sull’educazione finanziaria – per evitare che chi si affaccia ai mercati venga catturato da strumenti rischiosi o che non corrispondono alle sue reali esigenze. Sono i principali elementi su cui Rigsave ha fondato il proprio successo e che l’hanno fatta crescere, a tal punto che la società è ora pronta allo sbarco a Piazza Affari. La casa di gestione patrimoniale nata nel 2014 su iniziativa di Michele Basilicata, Giovanni Gervasi e Salvatore Gervasi, professionisti con esperienza in ambito bancario e assicurativo, sta infatti lavorando per quotarsi entro l’estate su Euronext Growth Milan (EGM), il mercato di Borsa Italiana dedicato alle PMI ad alto potenziale di crescita.

Il progetto, partito dal retrobottega di un bar di Brescia e dalle chiacchere tra amici, ha origine dall’insoddisfazione dei tre fondatori per alcuni metodi di lavoro delle istituzioni finanziarie classiche. “La clientela retail in Italia viene speso bistrattata da tutte quelle società – come banche, assicurazioni e Sim – che collocano prodotti da scaffale, proponendo al cliente una medicina di cui lui nemmeno ha bisogno”, spiega a Teleborsa Michele Basilicata. “Con Giovanni e Salvatore ci conoscevamo da un po’ di tempo, abbiamo iniziato a parlare delle cose che non ci piacevano nell’attività ordinaria sulla clientela e abbiamo così messo insieme delle idee. Io avevo più un profilo commerciale, Giovanni sapeva come strutturare i prodotti finanziari, lanciarli e gestirli, mentre Salvatore aveva questa ambizione più legata al fintech di poter arrivare alle persone sia in maniera tradizionale che tramite un’app”.

I tre sono partiti dall’ottenimento di una licenza in Lussemburgo e dalla strutturazione di quella che chiamano la “pietra miliare” sulla quale è basato il progetto Rigsave. Si tratta dell’operazione che ha portato alla nascita di Rigsave Absolute Alpha Fund (RAAF), fondo di investimento alternativo chiuso alimentato dalle somme raccolte tramite i proventi derivanti dalla vendita di un bond e che stacca una cedola del 70% del rendimento ai bondholder e del 30% a Rigsave in quanto proprietaria delle quote del fondo. “È un’obbligazione emessa dal nostro veicolo di cartolarizzazione costituito in Lussemburgo, che, come sottostante, ha un credito del veicolo di cartolarizzazione verso il fondo d’investimento chiuso – spiega Basilicata – L’obbligazionista compra l’obbligazione e il veicolo di cartolarizzazione presta i soldi al fondo per poterli investire secondo una strategia multi asset class. E così possiamo dire all’investitore: non paghi commissioni di ingresso, non paghi commissioni di uscita, non paghi commissioni di gestione – perché alla fine il sottostante è un fondo – ma se mensilmente realizziamo una performance (quindi il NAV del fondo performa), il 70% va all’investitore e il 30% rimane a Rigsave”.

Dopo il successo di questo prodotto, il gruppo ha iniziato a strutturarsi e ampliare la propria offerta. Rigsave SpA, la capogruppo che detiene le società senza intervenire nella gestione operativa delle singole controllate, controlla Rigsave Capital Ltd, la società di gestione del risparmio con sedi in Italia e Spagna, ed autorizzata ad operare in altri sei paesi europei in libera prestazione di servizio, e Rigsave Tech, la società fintech che sta sviluppando un’app di digital banking, attraverso la richiesta a Banca d’Italia della licenza di istituto di pagamento. Inoltre, le società satellite ed accessorie Rigsave SICAV (per la creazione di fondi UCITS) e Pareto Securities Sarl (il veicolo di cartolarizzazione) consentono di integrare tutta la filiera produttiva e chiudere il ciclo che va dalla strutturazione alla gestione e distribuzione dei prodotti e servizi finanziari.

Uno dei progetti su cui l’azienda sta concentrando più sforzi al momento è il lancio di iCashly, un’app che incorpora circuiti di pagamento elettronico, una piattaforma marketplace con prodotti clusterizzati, portafogli modello e un centro di consulenza e advertising. “L’obiettivo sarà dare questo strumento in maniera gratuita ai clienti, creando delle fasi di ingaggio in termini di gaming e learning in ambito finanziario, e soprattutto far vedere al cliente che tramite Rigsave possono essere acquistati dei prodotti finanziari in un ambito protetto – spiega Giovanni Gervasi – L’app sarà una sorta di recinto dove il cliente può comprare dei prodotti diversi da quelli che trova in banca, ma allo stesso tempo senza rischiare di cadere in trappole finanziarie: la nostra non sarà una piattaforma di trading, ma una piattaforma dove pagare, investire e imparare”.

Rigsave intende infatti porre grande attenzione sull’educazione finanziaria. “In questo ambito c’è un problema di base, in quanto ognuno dovrebbe avere quella curiosità sana che porta a fare attenzione a come vengono gestiti i propri soldi, e c’è il fatto che l’Italia non vanta un posizionamento buono sull’educazione finanziaria – continua Gervasi – Noi nel nostro piccolo stiamo cercando di fare qualcosa, attraverso dei video dove cerchiamo di portare tematiche difficili con un linguaggio più semplice”. Ciò passa anche, sottolineano i manager, nel trasformare la normativa Mifid da una seccatura a un punto di forza e una esperienza da far vivere al cliente. “Se hai un approccio alla finanza come se fossi al casino di Montecarlo o di Las Vegas, non hai capito nulla: c’è gente con più risorse e capacità si mangia tutti i tuoi risparmi”, afferma Gervasi. Rigsave intende invece trasformare il processo di onboarding in chiave innovativa, sfruttando il questionario Mifid per migliorare l’approccio del cliente agli investimenti.

La quotazione è uno strumento per accelerare il percorso di crescita e ottenere visibilità. “A noi serve far conoscere che esistiamo e far conoscere quello che facciamo, perché normalmente la gente pensa che la finanza e gli investimenti siano speculazione e solo rosso e nero”, afferma Gervasi. Aprire il capitale a nuovi soci non significherà però perdere la propria indipendenza, una caratteristica a cui i fondatori tengono molto. Ciò significa anche costruire i prodotti in casa, per avere costi più bassi, e fare partnership con realtà che condividono gli stessi valori (in Italia sono state fatte con Copernico SIM e Banca Ifigest/Fundstore). “All’estero stiamo lavorando con la stessa filosofia – afferma Basilicata – Sappiamo benissimo che per crescere più velocemente le partnership sono importanti, ma non vogliamo svenderci e soprattutto non andare a fare accordi con grandi nomi o grandi case, proprio perché vorremmo crescere pian piano”.

Il piano industriale del gruppo bresciano prevede sostanzialmente tre pilastri di investimento: per il pilastro Rigsave Absolute Alpha Fund (RAAF), la finanza continuerà ad arrivare attraverso la vendita delle obbligazioni sul mercato secondario; per i due pilastri Rigsave Capital Ltd, che è la società di gestione del risparmio con le massime licenze ottenibile a livello globale, e Rigsave Tech, il capitale che verrà raccolto con la quotazione sarà diviso rispettivamente al 30% e 70%. “Il 30% destinato alla Rigsave Capital Ltd sarà destinato all’apertura di nuove branch in altri paesi europei – spiega Gervasi – in Germania a Monaco, in Francia a Parigi, in Austria a Vienna e in UK a Londra”. Il gruppo è oggi già presente in Italia e sta finalizzando proprio in queste settimane l’operatività anche in Spagna. Del restante 70% impiegato nella Rigsave Tech, un 25% è per rafforzare la squadra di ingegneria informatica, un 25% per governance & staff (in quanto ci sono delle figure specifiche da assumere per le società di pagamento). “Dopodiché abbiamo un 50% del budget che verrà impiegato per il trasferimento della licenza nelle varie città europee, ovvero tradurre l’app e tutta documentazione – spiega il manager – In questo modo riusciremo a rendere veramente scalabile il nostro modello di business e servire 76 milioni di famiglie europee”.

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