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venerdì, Dicembre 3, 2021

Profondo rosso per le Borse Europee. A Wall Street pesano i verbali Fed

Una giornata di profondo rosso per le Borse Europee, che vivono forse vivono la peggior seduta del 2021, chiudendo in netto calo. La maglia nera in Europa spetta a Milano, che perde il 2,54% con il Ftse Mib che ha toccato un minimo a 24.620 punti, tentando di rompere al ribasso la soglia dei 24.500. Perde il 2,6% anche Cac 40 di Parigi, il 2,24% Dax di Francoforte e il 2% Ftse 100 a Londra.

A Piazza Affari situazione da brividi anche per tutte le blue chips. In particolare, banche e azioni cicliche. Fineco perde lo 0,74%, Azimut lo 0,87%, Banca Mediolanum, più in basso, l’1,71%. Telecom Italia -4,12%, gia’ debole nelle precedenti sedute, e’ scivolata risentendo anche degli appunti fatti dall’Agcom all’accordo siglato con Dazn. Anche Stellantis -3,29% è andata giù del 3,3%, nonostante il piano per l’elettrico e i margini del primo semestre 2021 migliori delle attese.

Una situazione “drammatica” che secondo gli analisti non dovrebbe dipendere dalle decisioni della Bce sul nuovo target di inflazione al 2%, quanto più dalla situazione tapering accennata nei verbali della Fed e dalla preoccupazione per la variante Delta che si sta diffondendo in Europa e minaccia l’iter delle riaperture.

L’euro intanto guadagna terreno sul biglietto verde, in rialzo dello 0,48% a 1,184. EUR/JPY 130.09   (-0.3%); EUR/CHF 1,0839 (-0,63%).

Segue negativa anche Wall Street con il Dow Jones che perde lo 0,90%, l’S&P l’1,03% e il Nasdaq l’1,16%. Ad oggi negli Stati Uniti è stato registrato il numero più elevato di casi e di decessi per coronavirus al mondo, con un totale di oltre 33.770.450 contagi e circa 606.210 vittime. A pesare anche le richieste settimanali dei sussidi di disoccupazione, che sono aumentate di 2 mila unità a quota 373 mila.

Guardando al settore energetico, le scorte settimanali di gas naturale sono aumentate di 16 miliardi di piedi cubi, raggiungendo quota 2.574 miliardi. Le riserve di petrolio della settimana, invece, sono scese di 6,866 milioni di barili a 445,476 milioni. La flessione sostiene il petrolio, che aggiusta leggermente il tiro: il Wti scambia a 72,28 dollari al barile (-0,02%) e il Brent tratta a 73,45 (+0,06%). L’oro scivola a 1.797 dollari l’oncia (-0,27%).

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