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sabato 1 Ottobre 2022

Profit warning, la paura dei mercati e il caso FedEx

Milano – Il profit warning di FedEx, una delle più grandi società di trasporto e spedizioni al mondo, ha scioccato Wall Street, con il titolo che ha risposto all’annuncio societario mettendo a segno venerdì scorso il maggior calo giornaliero dagli anni ’80. La società ha comunicato drastiche misure di riduzione dei costi (tra cui chiusure di location in tutto il mondo, l’utilizzo di minori aerei cargo e il blocco delle assunzioni) e il ritiro delle previsioni sugli utili per l’anno fiscale 2023, a causa di un contesto macroeconomico in peggioramento.

“FedEx ha preannunciato la serie più debole di risultati che abbiamo visto, rispetto alle aspettative, nei nostri circa 20 anni di analisi delle società”, si sono spinti a scrivere gli analisti di Deutsche Bank. FedEx prevede che gli utili del primo trimestre, escluse alcune voci, saranno di 3,44 dollari per azione, ovvero circa il 33% al di sotto della stima media degli analisti di 5,10 dollari. Gli esperti cominciano a temere che le revisioni al ribasso degli outlook diventeranno sempre più frequenti nei prossimi mesi, con le aziende che si troveranno a operare in un contesto caratterizzato da costi in aumento e domanda dei consumatori sempre più debole.

“Sempre più aziende mettono in guardia sui propri profitti, abbassando le aspettative per la restante parte del 2022 e per il prossimo anno; solo questa settimana abbiamo avuto profit warning di grande impatto provenienti da aziende importanti come Dow Chemical, Eastman Chemical, Kion e Fedex – ha spiegato Giuliano Gasparet, Head of Equity di Generali Insurance Asset Management -L’unico settore che invece mostra una revisione positiva degli utili è quello bancario, dal momento che il recente movimento dei tassi è estremamente positivo per gli utili delle banche europee, segmento che registra attualmente valutazioni piuttosto contenute”.

Tra gli annunci che più hanno fatto discutere c’è quello della svedese Electrolux, che lunedì ha annunciato l’intenzione di tagliare i costi e ha avvertito che i suoi profitti sarebbero diminuiti poiché l’inflazione elevata e la bassa fiducia dei consumatori hanno compresso la domanda di elettrodomestici. “Gli utili del terzo trimestre del gruppo dovrebbero diminuire in modo significativo rispetto al secondo trimestre 2022, escludendo anche il costo una tantum per uscire dal mercato russo”, ha affermato in una nota. “Il programma, che parte immediatamente, si concentrerà sulla riduzione dei costi variabili, con particolare attenzione all’eliminazione delle inefficienze dei costi nella nostra catena di approvvigionamento e produzione”, ha aggiunto.

Un altro caso emblematico degli ultimi giorni è quello del conglomerato britannico Associated British Foods, con il suo marchio di moda Primark che si trova alle prese con il peggioramento dei costi e con clienti sempre più cauti che devono affrontare una stretta sul reddito. “Questo potrebbe fungere da reality check per il settore – hanno commentato gli analisti di JPMorgan – Ricordando che, sebbene l’entità dello shock della domanda dei consumatori potrebbe non essere così grave come previsto in precedenza, dato il sostegno del governo, ci sono venti contrari ai margini materiali che devono affrontare i rivenditori nel prossimo anno”.

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