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lunedì 5 Dicembre 2022

Prestiti a famiglie e imprese continuano a crescere, frena la raccolta

Milano – Prestiti a famiglie ed imprese ancora in crescita ad ottobre, mese in cui si registra un aumento del 3,4%, in leggero rallentamento rispetto al 4,3% di settembre (risultante da un +4,4% per le imprese e +4,2% per le famiglie). E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto ABI elaborato su dati pubblicati dalla Banca d’Italia. I tassi di interesse si confermano contenuti, nonostante i ripetuti rialzi dei tassi BCE: il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,78% dal 2,47% del mese e rispetto al 6,18% di fine 2007; il tasso medio sui finanziamenti alle imprese è pari al 2,55% dal 2% del mese precedente e dal 5,48% di fine 2007; il tasso medio per l’acquisto di abitazioni è al 2,73% dal 2,26% del mese precedente e dal 5,72% di fine 2007.

Le sofferenze nette delle banche (cioè al netto di svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse) ammontano a 16,2 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto al mese precedente, ma in aumento di circa 0,8 miliardi rispetto a settembre 2021 (il picco delle sofferenze di 88,8 miliardi era stato raggiunto a novembre 2015). Il valore del rapporto sofferenze nette su impieghi totali è pari allo 0,92% rispetto allo 0,89% di settembre 2021 (4,89% a novembre 2015). La raccolta diretta complessiva ad ottobre (depositi ed obbligazioni) risulta in calo dello 0,2% su base annua. I depositi sono lievemente aumentati (+1,5 miliardi di euro rispetto a un anno prima pari a +0,1% su base annuale), mentre la raccolta a medio e lungo termine tramite obbligazioni è scesa (-8,3 miliardi di euro pari a -2,9%).

Il tasso di interesse medio sul totale della raccolta risulta poco variato allo 0,52%, (0,49% nel mese precedente) per effetto del tasso praticato sui depositi pari allo 0,37% (0,34% nel mese precedente), del tasso sui pronti contro termine all’1,39% (1,28% il mese precedente)e del rendimento delle obbligazioni in essere all’1,96% (1,91% nel mese precedente). Il margine (spread) fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a famiglie e società non finanziarie risulta pari a 226 punti base (198 nel mese precedente), inferiore rispetto gli oltre 300 punti base di prima della crisi finanziaria (335 punti base a fine 2007).

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