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lunedì 8 Agosto 2022

Pil e inflazione, il punto in Italia e in Europa

Milano – L’economia, in tutta Europa, vive le conseguenze della guerra in Ucraina e l’onda lunga della pandemia Covid. In Italia, si aggiunge anche la nuova incertezza legata all’instabilità politica. I dati sul pil e sull’inflazione iniziano a delineare cosa sta realmente succedendo, andando oltre le previsioni che finora si sono rincorse. La somma dei dati italiani e di quelli che arrivano dall’Europa delineano un quadro in cui ci sono alcuni punti fermi e molte incognite. La prima evidenza è che la crescita italiana nel primi due trimestri dell’anno è sensibilmente sopra quella dell’area Euro. Non solo. Questo accade mentre la locomotiva dell’economia continentale, la Germania, si è fermata. Se il confronto è significativo, non si tratta di una buona notizia, perché quasi sempre le difficoltà di Berlino sono il segnale di un’inversione di tendenza per l’intera Area Euro.

Nel secondo trimestre dell’anno l’economia italiana fa registrare una crescita dell’1% in termini congiunturali e del 4,6% in termini tendenziali. E’ quanto emerge dalla stime preliminare diffusa oggi dall’Istat. Il secondo trimestre del 2022, precisa l’isituto, ha avuto una giornata lavorativa in meno sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto al secondo trimestre del 2021. La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca e di un aumento sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2022 è pari a 3,4%.

Nel secondo trimestre del 2022, il Pil dell’area euro è salito dello 0,7% rispetto al primo trimestre, aumentando del 4% rispetto al secondo trimestre del 2021, secondo la stima flash di Eurostat. Entrambi i dati sono decisamente migliori delle attese. Nell’Ue l’aumento è stato dello 0,6% e del 4%, rispettivamente. Per il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni è “una buona notizia: l’economia dell’area euro ha sovraperformato le aspettative nel secondo trimestre. L’incertezza resta elevata per i prossimi trimestri: bisogna restare uniti ed essere pronti a rispondere ad una situazione in evoluzione, se necessario”.

Ristagna l’economia tedesca nel secondo trimestre. Il pil registra infatti una crescita zero rispetto al primo trimestre. Lo comunica l’istituto di statistica Destatis. L’economia è stata sostenuta principalmente dalla spesa per consumi finali delle famiglie e delle amministrazioni pubbliche, mentre il saldo delle esportazioni e delle importazioni ha avuto un effetto negativo sulla crescita economica. Le difficili condizioni quadro dell’economia globale, tra cui la pandemia di Covid-19, le interruzioni delle catene di approvvigionamento e la guerra in Ucraina, si riflettono chiaramente nello sviluppo economico a breve termine. Nel primo trimestre, l’economia tedesca era cresciuta di uno 0,8% rivisto.

In Italia l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,4% su base mensile e del 7,9% su base annua (da +8,0% del mese precedente). L’inflazione su base tendenziale rimane elevata pur riducendosi di un decimo di punto percentuale. Ciò , spiega l’istituto, si deve ad andamenti contrastanti. Da una parte, infatti, rallentano i prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +48,7% di giugno a +42,9%); dall’altra parte, accelerano i prezzi dei Beni alimentari lavorati (da +8,1% a +9,6%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +7,2% a +8,9%). Accelera, intanto, il ‘carrello della spesa’.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona passano da +8,2% a +9,1%, quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto da +8,4% a +8,7%. Si tratta di un aumento, rileva l’Istat, che non si osservava da settembre 1984. L’inflazione in Europa. L’inflazione annua nell’area euro in luglio è attesa all’8,9%, in ulteriore rialzo rispetto al record dell’8,6% di giugno, secondo la stima flash di Eurostat. I rincari sono superiori al consensus, la media delle stime degli analisti. A trainare l’aumento dei prezzi al consumo è soprattutto l’energia (+39,7% rispetto al +42% di giugno), seguita da cibo, alcool e tabacchi (+9,8% da +8,9% in giugno). L’inflazione core, al netto di energia, cibo, alcolici e tabacchi, è salita al 4%, dal 3,7% di giugno.

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