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sabato 1 Ottobre 2022

Petrolio russo su altre rotte, dalle sanzioni 25 mld di dollari di mancate entrate

Mosca – Il petrolio russo che non sarà consegnato in Europa sarà fornito a quei Paesi che rispettano le condizioni di mercato attraverso rotte alternative. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov a proposito del tetto al prezzo del petrolio da parte dell’Unione europea. Mosca non consegnerà petrolio e prodotti petroliferi a Paesi che sosterranno la decisione del G7 spingendo il proprio greggio verso rotte alternative. Commentando la dichiarazione del cancelliere tedesco Olaf Scholz sulla necessità di condurre un dialogo con il presidente russo Vladimir Putin, Peskov ha sottolineato che “i negoziati sono l’unica via d’uscita da situazioni difficili”. Ma Usa e Ue non vogliono saperne di scendere a patti sulla guerra ucraina.

Intanto le banche russe hanno perso un totale di 1,5 trilioni di rubli (corrispondenti a circa 25 miliardi di dollari) nella prima metà dell’anno a causa delle sanzioni introdotte dall’Occidente per il conflitto bellico. Si tratta della prima rivelazione dei dati sul settore bancario russo da parte delle autorità dall’inizio dell’invasione. Lo ha affermato il primo vicepresidente della Banca centrale russa, Dmitrij Tulin, al quotidiano “Rbc”: circa due terzi delle perdite provengono da operazioni in valuta estera poiché gli istituti di credito sono stati bloccati dal commercio di dollari, euro e altre valute. Tulin ha chiarito che le perdite si sono concentrate tra le banche “di importanza sistemica” della Russia, che sono le più grandi e hanno requisiti di adeguatezza patrimoniale più elevati. La Banca centrale tuttavia non si aspetta una nuova crisi bancaria come quella tra il 2014 e il 2017, quando l’autorità di regolamentazione ha dovuto salvare diversi istituti di credito e revocato le licenze bancarie a centinaia di istituti scarsamente capitalizzati.

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