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lunedì, Settembre 20, 2021

Opec, amministrazione Biden chiede di aumentare la produzione del petrolio per contenere i prezzi

L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden sembra stia facendo pressioni sull’OPEC e ai loro alleati per aumentare la produzione di petrolio per affrontare l’aumento dei prezzi della benzina che considerano una minaccia per la ripresa economica globale.

Lo riferisce la Cnbc.

L’amministrazione Biden sta facendo pressioni sui paesi all’interno dell’OPEC+, che raggruppa l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio con la Russia e altri grandi produttori, “sull’importanza dei mercati competitivi nella determinazione dei prezzi” in quanto “costi più elevati della benzina, se non controllati, rischiano di danneggiare la ripresa globale in corso”.

“L’OPEC+ deve fare di più per sostenere la ripresa”. Queste le affermazioni del consigliere per la sicurezza nazionale di Biden, Jake Sullivan, il quale avrebbe criticato i principali produttori mondiali di petrolio, inclusa l’Arabia Saudita, per quelli che ha affermato essere livelli di produzione di greggio insufficienti a seguito della pandemia globale di COVID-19. “In un momento critico della ripresa globale, questo semplicemente non è abbastanza”, ha affermato in una nota. Secondo l’American Automobile Association (AAA), i prezzi del carburante sono aumentati in media di oltre un dollaro al gallone (3,78 litri) nell’ultimo anno.

L’insolita dichiarazione ha aumentato la pressione internazionale, tanto che i future del petrolio sono passati in negativo e ora cedono l’1,46% a 67,29 dollari al barile.

La spinta dell’amministrazione Biden per abbassare i prezzi del carburante arriva nello stesso momento in cui la leadership globale sta combattendo nella lotta ai cambiamenti climatici incoraggiando un’ampia transizione dai combustibili fossili verso fonti di energia più pulite e veicoli elettrici.

L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden sembra stia facendo pressioni sull’OPEC e ai loro alleati per aumentare la produzione di petrolio per affrontare l’aumento dei prezzi della benzina che considerano una minaccia per la ripresa economica globale.

Lo riferisce la Cnbc.

L’amministrazione Biden sta facendo pressioni sui paesi all’interno dell’OPEC+, che raggruppa l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio con la Russia e altri grandi produttori, “sull’importanza dei mercati competitivi nella determinazione dei prezzi” in quanto “costi più elevati della benzina, se non controllati, rischiano di danneggiare la ripresa globale in corso”.

“L’OPEC+ deve fare di più per sostenere la ripresa”. Queste le affermazioni del consigliere per la sicurezza nazionale di Biden, Jake Sullivan, il quale avrebbe criticato i principali produttori mondiali di petrolio, inclusa l’Arabia Saudita, per quelli che ha affermato essere livelli di produzione di greggio insufficienti a seguito della pandemia globale di COVID-19. “In un momento critico della ripresa globale, questo semplicemente non è abbastanza”, ha affermato in una nota. Secondo l’American Automobile Association (AAA), i prezzi del carburante sono aumentati in media di oltre un dollaro al gallone (3,78 litri) nell’ultimo anno.

L’insolita dichiarazione ha aumentato la pressione internazionale, tanto che i future del petrolio sono passati in negativo e ora cedono l’1,46% a 67,29 dollari al barile.

La spinta dell’amministrazione Biden per abbassare i prezzi del carburante arriva nello stesso momento in cui la leadership globale sta combattendo nella lotta ai cambiamenti climatici incoraggiando un’ampia transizione dai combustibili fossili verso fonti di energia più pulite e veicoli elettrici.

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