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giovedì, Ottobre 21, 2021

OPA Cattolica, On. Zanettin: “Ultimo baluardo della finanza veneta acquisita a prezzo di saldo”

In merito all’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) promossa da Assicurazioni Generali sulle azioni Cattolica all’ultima registrazione (6 ottobre 2021) risulta che sono state presentate 27.026.042 richieste di adesione. Pertanto, complessivamente le richieste di adesioni sono a quota 27.028.124, pari allo 15,5% dell’offerta.

Questa è un’operazione sicuramente molto controversa, che arriva dopo anni difficili sia per gli azionisti che per i soci, con piani industriali non adatti, una gestione al vertice molto contestata con conseguenti risultati dal punto di vista della remunerazione in termini di dividendi molto poco soddisfacenti.

Questo potrebbe essere quindi il triste epilogo della compagnia assicurativa veronese, una delle poche italiane con più di un secolo di vita. Ne abbiamo parlato con l’onorevole Pierantonio Zanettin, deputato di Forza Italia e componente della commissione parlamentare di inchiesta sulle banche e sul sistema finanziario.

“A causa di una mala gestione, l’ultimo baluardo della finanza veneta viene acquisita a prezzo di saldo da Generali“, dichiara l’onorevole.

L’Offerta pubblica si concluderà il 29 ottobre e, come noto, vede un prezzo per azione di 6,75 euro. “Se si guardano le quotazioni di un anno e mezzo fa/due anni fa, erano sicuramente maggiori al prezzo stabilito di 6,75“.

Cattolica Ass – Tradingview

“Da quando è partita l’OPA, il prezzo dell’azione è stabilmente sopra i 7; questo fa capire come sia un prezzo vile quello pattuito con Generali, la quale ha sicuramente fatto un ottimo affare”, sottolinea Zanettin.

Nel luglio 2020 l’Istituto di Vigilanza (IVASS) ha eseguito un’ispezione che ha riguardato gli assetti di governance, il funzionamento del sistema monistico e la valutazione dei rischi immobiliari, facendo riferimento a situazioni relative al 2018, al 2019 e ai primi mesi del 2020. A seguito dell’ispezione, Ivass ha chiesto a Cattolica «il pronto avvio, sin dalla trasformazione della forma giuridica in spa, di un profondo ricambio dei componenti del cda, che coinvolga in particolare il presidente e gli altri esponenti a cui sono ascrivibili le criticità risultanti dal rapporto ispettivo» e «la redazione di un piano di rimedio che riporti in dettaglio tutte le azioni da intraprendere per rimuovere le criticità evidenziate dai rilievi formulati, rafforzare il sistema di governo societario e ricondurre la condotta di Cattolica e del Gruppo alla sana e prudente gestione», come affermato in una nota della compagnia veronese. In particolare, nella nota si legge che l’Autorità di Vigilanza ha contestato al presidente Paolo Bedoni di non avere svolto «adeguatamente il proprio compito di garante del buon funzionamento del cda ponendo in essere condotte – anche in contrasto con lo statuto societario – che ne hanno alterato il processo di formazione delle decisioni e che, per la loro opacità, hanno pregiudicato il diritto degli amministratori all’assunzione di decisioni informate».

Cattolica era un gioiello, ma con la gestione Bedoni, assolutamente insoddisfacente, ora potrebbe essere acquisita da Generali e poi incorporata con conseguente delisting (a meno che Generali non abbia intenzione di rivenderla dopo averla valorizzata)”.

Uno dei timori che accompagnano inevitabilmente quest’operazione riguarda il destino dei lavoratori di Cattolica. “Generali ha parlato di sinergie da costi per 80 milioni. Facile immaginare si parta appunto dal taglio dei dipendenti e da un ridimensionamento della rete commerciale”, ha dichiarato l’on. Zanettin qualche mese fa al quotidiano veneto ViPiù.

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